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G. Napolitano, G. Ravasi: “Il Dio ignoto”, con F. De Bortoli, Corriere della Sera, RCS Media Group, Milano 2013, pp.114.

Un dialogo a tre voci ambientato ad Assisi dove si è tenuta una delle sempre interessanti iniziative promosse da “Il Cortile dei Gentili”, progetto di confronto tra credenti e non credenti portato avanti dal cardinal Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. Un libretto agile, la cui lettura s’addice al periodo pasquale, e che mette a confronto un laico che, seppure educato religiosamente, si è distaccato dalla Chiesa e dai suoi riti per immergersi nella dimensione della prassi politica e un religioso di grande finezza intellettuale, attento a che la dimensione dialogica sia effettivo attraversamento e approfondimento coerente (dia-logos) delle posizioni in gioco. In questo, che è uno dei pochi confronti di Napolitano con i credenti e il mondo cattolico, essendo egli storicamente più incline al dialogo con il pensiero liberale e socialista, vanno sottolineati i passaggi in cui il Presidente riconosce l’apporto decisivo del pensiero e del solidarismo cristiano alla Carta costituzionale (art.2 e 3) e delinea il modo laico di confrontarsi con la trascendenza, ossia quell’avere “il senso del limite”, che è altra cosa dall’essere ateo o agnostico, e da cui nasce la misura, il rispetto e la responsabilità dell’agire, anche politico. Un senso del limite che lascia intatto il “mistero”, a partire da quello della morte, ma che non per questo rinuncia a capire e a cercare. A questa tradizione di laicità aperta, che ha profonde radici nel nostro Paese e che ha favorito il dialogo e la comprensione tra credenti e non credenti, si richiama il Presidente Napolitano, perché da essa è nata storicamente, ed è sommamente utile nel momento attuale, la collaborazione e la promozione dell’uomo e del bene dell’Italia. Bene comune o interesse generale che invece di essere qualcosa di non “contendibile”, al quale piuttosto è doveroso concorrere, è stato sacrificato sull’altare di una politica di parte nel quadro di un confronto bipolare muscolare. Tutto ciò ha finito per trasmettere l’idea di un quadro politico inadeguato, ha favorito logiche di corto respiro, difensive ed anacronistiche, oltre a produrre una contrapposizione sterile, di reciproca delegittimazione e negazione. Napolitano è tornato a confrontarsi con i temi posti dal cardinal Ravasi in occasione del settantesimo compleanno del prelato, dopo il convegno di Assisi, ponendo a credenti e non credenti la sfida comune di ritrovare insieme “la forza degli ideali”. Quella forza che unica può spingere i giovani ad abbracciare la politica come strumento del miglioramento civile, morale, sociale ed economico e senza la quale “il visibile impoverimento ideale e culturale della politica”, che “ha rappresentato il terreno di coltura del suo inquinamento morale”, non potrà che continuare con esiti nefasti per tutti e per ciascuno.

 

Pubblicato il 3/4/2013 alle 5.52 nella rubrica agenda.

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