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Bernardino Feliciangeli: "Longobardi e Bizantini lungo la via Flaminia nel secolo VI", Arnaldo Forni Editore, Bologna 2007, pp. 96.

L'edizione anastatica di un breve quanto intenso studio su uno dei periodi più carenti di fonti della storia d'Italia e su un territorio, quello dell'appennino centrale, con fulcro nella città di Spoleto, dove nacque e si estese il ducato longobardo, che trasse la sua forza dal controllo di una delle arterie romane più importanti nel collegamento tra la sede papale di Roma e gli insediamenti bizantini principali con sede a Ravenna, ma anche ad Ancona. Feliciangeli (1862-1921) fonda il suo esame storico sulle fonti più vicine a quel periodo e coniuga con la perizia dei grandi storici le vicende territoriali con i grandi eventi, che coinvolgono in particolare i rapporti con il Nord e il Sud d'Italia, tra Parma e Benevento, quelli con la Chiesa e Papa Gregorio Magno, da un lato, e quelli con i greci Bizantini ancora presenti in ampie zone dell'Italia, dall'altro. Non solo, ci restituisce l'estensione dell'insediamento longobardo nell'Italia centrale, tra Toscana, Umbria, parte del Lazio, Abruzzi e Piceno, fino a Scheggia sul versante umbro e l'Esino sul versante marchigiano, con il particolare controllo delle parti montuose del centro Italia. Insieme a questo restituisce nuova luce alla toponomastica dei luoghi, che ancora oggi conservano la traccia di questo dominio e di quello che fu un rinnovamento dell'assetto amministrativo, viario e insediativo che il popolo dalle lunghe barbe produsse. Feliciangeli parla dei primi duchi Faroaldo e Ariulfo, del controllo strategico di Fermo e Camerino sul versante più esposto verso i Bizantini, del progressivo sciogliersi delle relazioni con il Papa e Roma, fino alla conversione di Ariulfo durante la battaglia di Camerino del 591-592 d.C., con la quale i Longobardi estesero il loro dominio sulla Marca fino a Fano e Osimo e la sinclinale camerte-fabrianese assunse un'importanza strategica, che non aveva avuto in epoca imperiale, nei collegamenti con il Nord delle Marche e la Romagna. La via Flaminia e i suoi diverticoli saranno il teatro di una storia importante, i tracciati principali saranno più di uno a seconda che a percorrerla fossero i Bizantini o i Longobardi, mentre tra l'assedio di Roma e le puntate offensive su Ravenna si ripopolava l'Appennino, esausto al pari delle grandi città a causa delle epidemie e delle distruzioni della guerra greco-gotica.

Pubblicato il 27/12/2012 alle 13.8 nella rubrica libri.

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