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S. Hessel: "Indignatevi!", Add editore, Torino 2011, pp. 61

                                        

              
 

"Due libercoli che dialogano tra loro. Due vecchi partigiani che tematizzano lo scarto tra gli ideali della Resistenza e l'attualità. Le loro parole suonano come monito alle giovani generazioni perchè all'indignazione rispetto allo stato di cose presente e di fronte alla prospettiva di un futuro rattrappito segua l'impegno civile e politico per cambiare le cose. 'Creare è resistere, resistere è creare' dice Hessel, configurando un automatismo tra l'indignazione e la militanza un pò troppo illuministico a parere di Ingrao, il quale invece memore anche della sconfitta storica del comunismo ("Pensammo una torre. Scavammo nella polvere”) e fedele comunque alla lezione marxiana e gramsciana ritiene che le cose non siano così meccaniche e che nessuna indignazione ha successo se non si pone il tema dell'agire collettivo e plurale, delle forme e dello strumento di tale azione. Attacco allo stato sociale e ai diritti universali, svalorizzazione del lavoro e di chi lavora, dittatura dei mercati finanziari e populismo mediatico sono al centro delle riflessioni dei due novantenni. Lo slancio pamphlettistico di Hessel ,che punta sulla responsabilità individuale secondo l'insegnamento sartriano e sulla non violenza, si completa con la cura del dubbio ingraiana, che cerca di penetrare la complessità della politica e di poggiare su qualcosa di culturalmente solido che consenta di ricostruire le condizioni di un agire capace di suscitare energie, organizzare forze e indirizzarle in senso duraturo ed efficace verso obiettivi di liberazione ed emancipazione. Senza questa riflessione, che incrocia quella sul partito politico e sullo stato della democrazia rappresentativa oggi, l'indignazione rischia di essere sterile, una sorta di estetismo movimentista, e finisce per avere un esito protestatario e corporativo. La poesia pensante di Ingrao fa il resto, è l’antitodo all’incomprimibilità dell’individuum, limite invalicabile per un pensiero dell’alternativa che non voglia ripetere gli errori del passato”.    

 

Pubblicato il 27/6/2011 alle 12.15 nella rubrica libri.

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