Blog: http://DanieleSalvi.ilcannocchiale.it

Libri: "Basta zercàr" di Gianni Cuperlo

Il libro di Gianni Cuperlo colpisce fin dal titolo, per quell'espressione in dialetto triestino nella quale l'esigenza di continuare a cercare -per dirla con Claudio Napoleoni- si unisce alla fiducia della scoperta e dell'approdo. Già questo non è poco se si parla del progetto del Partito democratico e di una generazione abituata a traslocare e che ha fatto di questo esercizio la propria stessa natura, tra bisogno di coerenza e necessità di un'identità. Scritto in modo raffinato ed elegante, ricco di rimandi e di un'espressività che interroga costantemente il lettore, Cuperlo si esercita nel campo della riflessione politica con uno stile che per la concisione e l'interruzione degli spunti riflessivi, per il gusto della citazione e dell'aneddoto esplicativo lo pone tra Ilvo Diamanti e Claudio Magris. Il cuore del libro è il tema della crisi della democrazia, dei ritardi e dell'asfitticità di quella nostrana, del logoramento e dell'assenza di quella su scala europea e globale, nonchè dei limiti della sinistra, soprattutto di quella che ha abitato gli anni Novanta e il nuovo secolo, nel dare una risposta all'altezza del problema. La fiducia nasce dalla consapevolezza di aver rimesso il progetto del Partito democratico con i piedi per terra, ponendo con ciò stesso le basi di un lavoro che tuttavia è molto ancora da fare. Il compito sta nel mettere in collegamento questione sociale e questione democratica, il lavoro, la sua dignità, il bisogno di mobilità sociale, l'uguaglianza, con i temi della cittadinanza, della qualità della nostra democrazia, dei diritti individuali, della libertà, terreni alla cui lavorazione Cuperlo affida in modo originale la possibilità di una riforma della società e dell'uscita dalla crisi economica attuale. La crisi, infatti, per Cuperlo è figlia dei limiti di un determinato assetto sociale ed economico, di cui sono responsabili le politiche neoliberiste che nel momento in cui la democrazia ha prevalso sui totalitarismi si sono incaricate di svuotarla di senso piuttosto che estenderla in direzione di una piena cittadinanza della persona umana. L'Italia è dentro questa dinamica e il berlusconismo, con la sua longevità, ne è la prototipazione in salsa nostrana. Crisi economica, ma anche crisi delle istituzioni e delle classi dirigenti, il tema del Nord e il fenomeno leghista, il tema della sicurezza e l'immigrazione, la laicità e il tema della dignità umana, sono tutti pungoli ad una sinistra che deve osare di più, che non può limitarsi ad inseguire o ad isolarsi, ma che deve ambire ad una risposta alta ai problemi del paese, a tirar su nonostante tutto muri dritti come il muratore schiavizzato nel lager nazista di primo Levi. L'alternativa sta dentro questa ambizione, che è il patrimonio migliore delle culture che hanno dato vita al Pd, e anch'essa è un muro maestro da costruire unendo cultura e politica. Proprio quello che Cuperlo fa ormai da tempo...

Gianni Cuperlo: "Basta zercàr. Sinistra, traslochi, Partito democratico", Fazi editore, Roma 2010, pp. 208.

Pubblicato il 25/5/2010 alle 15.52 nella rubrica libri.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web