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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
30 dicembre 2013
UN'AUTO PER NON DIMENTICARE
E’ morto Filippo Bartoli, il proprietario della Renault 4 rossa nel cui baule
fu ritrovato l’8 maggio del 1978 il corpo esanime di Aldo Moro. Scherzi della
storia: un onesto cittadino subisce un furto e si ritrova suo malgrado nel
ciclone dell’omicidio che ha segnato la storia della Repubblica. Credo che
Bartoli abbia stramaledetto più volte e comprensibilmente quell’auto. Eppure la
società civile e le istituzioni non possono e non debbono farlo. Quell’auto è
un pezzo di storia, di una storia che non avremmo voluto conoscere, ma lo è. E
ci dice che non dobbiamo dimenticare. Non dobbiamo dimenticare la violenza
terroristica, il sacrificio di Aldo Moro e il suo insegnamento politico, civile
ed umano.
Sarebbe bene che quell’auto, se fosse possibile, entri nelle disponibilità
delle istituzioni, a partire da quelle locali come il Comune di Serravalle del
Chienti, il quale tra l’altro annovera tra le sue figure Giuseppe Giunchi,
sindaco della cittadina dal 1965 al 1980, grande clinico e medico personale
proprio di Aldo Moro.
Allestire una sala del “memoriale” o della “memoria” che conservi quella
Renault 4 rossa, simbolo falsamente evocativo per i brigatisti, e invece
simbolo di forza, riscatto e virtù civiche per chi quella violenza ha
combattuto e per chi ha il dovere di ricordare e impedire che qualsiasi
ideologia possa ancora diventare strumento di violenza, sarebbe un modo degno
di onorare il senso profondo di una vicenda tragica.
E’ giunto il tempo in cui si può guardare con maggior distacco a quei fatti e
a quegli anni tra la fine dei Sessanta e l’inizio degli Ottanta, lasciando che
sia la sapienza storica e storiografica a ricostruirli e a renderli patrimonio
di una coscienza civile nazionale comune e senza opacità. Lo hanno fatto da
ultimo alcuni storici e scrittori di valore: penso, ad esempio, agli studi di
Miguel Gotor sulle lettere dal carcere e il memoriale di Aldo Moro, penso al
recente libro di Rosetta Loy sugli anni “tra cane e lupo” come lei li ha
definiti. Serravalle del Chienti potrebbe ospitare un luogo di testimonianza,
di ricostruzione storica, di approfondimento civile e morale, rivolto in
particolare agli studiosi e ai giovani.
Nell’unirmi alle condoglianze alla famiglia per il dolore della scomparsa di
Filippo Bartoli, ho voluto lanciare questo appello e questa proposta nella
speranza che possano essere raccolti e si possa almeno impedire che quell’auto,
che tutti per una volta abbiamo guardato in televisione sgomenti, possa finire
da qualche “sfasciacarrozze”.


Daniele Salvi
Consigliere provinciale Pd



permalink | inviato da Daniele Salvi il 30/12/2013 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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