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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
29 novembre 2012
TORNIAMO AI CONTENUTI. SULLE REGOLE BASTA ALLERGIE.

E’ bene che il dibattito delle primarie del centrosinistra torni subito nell’alveo dei contenuti, come ci ha invitato a fare il confronto televisivo tra Bersani e Renzi, abbandonando uno sterile e strumentale scontro sulle regole. Nel paese ci sono problemi giganteschi, come evidenziato dalla vicenda dell’Ilva, e sarebbe imperdonabile che la sfida di avvicinare i cittadini e la politica, che le primarie hanno già in parte vinto, venga svilita da questioni che non interessano né i cittadini che hanno deciso di partecipare, né coloro che stanno guardando con attenzione al centrosinistra e al confronto di merito che si è finora sviluppato.

Le regole sono state approvate all’unanimità nell’Assemblea nazionale dello scorso 6 Ottobre, quando è stata sospesa la norma dello Statuto che ha consentito a Renzi di partecipare, e poi definite nel Regolamento nazionale per le primarie approvato dalla coalizione Italia Bene Comune.
Dal 4 al 24 novembre è stato reso possibile iscriversi a quanti volevano, recandosi presso gli Uffici elettorali o via mail. Anche questa scelta è stata criticata come se avesse impedito e limitato la partecipazione, invece si è dimostrato che l’ha favorita e gli oltre 3 milioni d’italiani, in un periodo in cui la disaffezione verso la politica è alta, hanno rappresentato un grande successo e un’occasione straordinaria di confronto reciproco.
Nello stesso Regolamento nazionale, oltre alla pratica delle iscrizioni, è stato disciplinato il ballottaggio, che sarebbe stato riservato a chi avesse votato il 25 novembre e a chi si fosse iscritto prima di quella data. Solo in casi eccezionali, cioè a chi “per cause indipendenti dalla propria volontà” non avesse potuto espletare né l’iscrizione, né il voto, era prevista la possibilità di iscriversi e di votare.
Ma chiaramente, affinchè questa possibilità non fosse fittizia è stata ulteriormente disciplinata già prima dello svolgimento del primo turno con l’indicazione dei giorni 29 e 30 preposti all’iscrizione e con l’individuazione dei Coordinamenti provinciali come il luogo cui inoltrare la richiesta, oggi possibile anche via mail e fax, purchè sempre motivata e su cui in via definitiva decideranno i Coordinamenti provinciali con voto unanime.
La polemica sulle regole è sempre sterile, l’allergia alle regole è sintomo di qualcosa che non va, il tentativo di forzarlo è sbagliato e va respinto. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di disciplinare lo strumento delle primarie, che il Pd ha introdotto in Italia, affinchè sia credibile e duri nel tempo, divenendo una delle modalità di selezione della classe dirigenti da parte di partiti rinnovati. Esso ha bisogno di essere regolamentato, favorendo una partecipazione seria e disciplinata, ed è ciò che stiamo sperimentando. E’ anche questa una delle innovazioni che stiamo cercando di realizzare, senza voler penalizzare alcuno, ma chiedendo a tutti di rispettare questo sforzo. Il senso di fondo, trattandosi di elezioni interne ad uno schieramento politico e non di elezioni generaliste, che svolgeremo a marzo prossimo, è quello per cui partecipa chi aderisce in primo luogo al progetto politico e poi su questa base si esprime la preferenza per l’uno o l’altro candidato. Anche così contribuiamo a ridare dignità alla politica, lasciandoci definitivamente alle spalle l’idea per cui il destino dei singoli viene prima del progetto comune.
 
 
Daniele Salvi

 




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politica interna
27 novembre 2012
TORNIAMO A VOTARE E FACCIAMO VINCERE BERSANI.

Siamo soddisfatti di aver dato il nostro contributo all’affermazione di Pierluigi Bersani, che si attesta in netto vantaggio e a un passo dalla vittoria con il 45% circa dei consensi nella competizione per scegliere il candidato presidente del Consiglio della coalizione di centrosinistra “Italia Bene Comune”.

Le primarie, che il segretario del Pd ha scelto con coraggio per riavvicinare la politica ai cittadini, sono state un grande successo organizzativo e di partecipazione, contrassegnato dalla volontà di cambiare e di dare all’Italia un governo che affronti le numerose questioni sul tappeto che Bersani ha riassunto in due parole chiave: moralità e lavoro.
Il risultato in Provincia di Macerata non va letto in chiave autoreferenziale e secondo logiche interne ai singoli partiti. Pd, Sel e Socialisti si sono messi generosamente in discussione per costruire un movimento di riscossa civica che ora è chiamato a dare uno sbocco positivo, credibile e capace di garantire esperienza e competenza riconosciute anche a livello europeo. Bersani vince in 25 seggi su 58, mentre in due l’esito è pari. Ottimo il risultato in tutta la montagna maceratese, mentre buono è il risultato nel capoluogo di provincia, Macerata, dove Bersani prevale seppure di misura, e a P.Recanati dove prevale nettamente sugli altri sfidanti.
Ora ci aspetta l’ultima settimana d’impegno, per cui invitiamo tutti coloro che hanno votato Bersani a tornare a votare domenica prossima 2 Dicembre, e rivolgiamo un appello a coloro che hanno sostenuto altri candidati perché si affermi l’innovazione costituita da una politica non leaderistica e un programma di svolta e cambiamento che rimetta al centro lavoro, economia reale e diritti.



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politica interna
22 novembre 2012
FIUMINATA: PRESENTATO L’ACCORDO DI PROGRAMMA SULLA CRISI DELLA MERLONI. LE OPPORTUNITA’ PER L’ENTROTERRA MARCHIGIANO E MACERATESE.

Il gruppo Pd dell’Assemblea Legislativa delle Marche, per sostenere e promuovere iniziative regionali per diffondere le azioni strategiche volte a sostegno del lavoro, dell’occupazione e della crescita del territorio ha organizzato, lunedì 19 Novembre presso la villa comunale di Fiuminata, un’interessante incontro dal tema “Misure, strumenti e risorse per il rilancio dell’entroterra maceratese – Accordo di programma sulla crisi di A. Merloni”.

L’accordo, sottoscritto il mese scorso dal Ministero dello Sviluppo economico e dalle due Regioni Marche ed Umbria, è stato illustrato ai presenti dall’Assessore alle attività produttive Sara Giannini, che ha sottolineato l’importanza strategica dello stesso come leva e opportunità per lo sviluppo socio-economico del territorio. Le aree interessate dal programma sono sostanzialmente quelle colpite dalla crisi della A. Merloni e le zone limitrofe; infatti, possono aderire a tali iniziative bel 56 comuni della Regione Marche, di cui 25 dell’alto maceratese, che coprono sostanzialmente l’area appenninica nei versanti marchigiano ed umbro.
L’Assessore Giannini, in un puntuale intervento, ha specificato che l’Accordo si sviluppa in due assi prioritari con una dotazione finanziaria complessiva di 81 milioni di euro, di cui 35 euro nazionali e 46 regionali. La quota ministeriale di 35 milioni di euro è ripartita programmaticamente al 50% tra Marche e Umbria per i primi sei mesi; l’Accordo ha validità fino al marzo 2015. Gli obiettivi principali del programma sono la salvaguardia dell’occupazione con il riassorbimento del maggior numero possibile di personale in CIGS, sostenere il rilancio delle PMI e dell’indotto, nonché favorire una strategia “attiva” di politica industriale di rilancio occupazionale e produttivo. I beneficiari che potranno usufruire degli aiuti sono piccole e medie imprese, nonché disoccupati o persone in cerca di occupazione.
Gli aiuti e gli interventi previsti vanno da garanzie per l’accesso al credito delle PMI, ammortizzatori sociali in deroga, interventi diretti per lavoro e formazione con investimenti regionali specifici a sostegno delle assunzioni, creazione di nuove imprese, progetti e voucher formativi, innovazione delle PMI con progetti di investimento tecnologico, ricerca, innovazione e cooperazione. 
Come hanno sottolineato più volte gli intervenuti, tra cui Daniele Salvi consigliere provinciale e Massimo Montesi capogruppo Pd in Provincia di Macerata, l’Accordo rappresenta un’opportunità unica e forse irripetibile per il rilancio dell’entroterra maceratese, viste le cospicue risorse messa a disposizione e le possibili strategie da poter mettere in campo. “L’accordo -ha sostenuto Salvi- , richiederà da parte di tutti i soggetti uno sforzo collegiale di progettualità, al fine di poter impiegare strumenti e risorse disponibili. Esso rappresenta un importante atto di politica industriale che la Regione Marche ha fortemente voluto e il cui successo dipenderà anche dalla capacità del territorio di attrarre investimenti, potendo offrire condizioni ambientali importanti come il supporto del sistema universitario, la coesione sociale e la nuova accessibilità garantita dalla realizzazione in atto della rete infrastrutturale”.
Presenti all’incontro le forze sociali e di categoria, gli imprenditori del territorio, i rappresentanti del mondo scientifico e universitario, nonché gli amministratori locali che sono tutti attivamente intervenuti nel dibattito con interessanti riflessioni e idee per il rilancio del territorio dell’entroterra maceratese.



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politica interna
21 novembre 2012
Iniziativa a sostegno della candidatura di PIER LUIGI BERSANI
 
Cari amici, vi invito all'iniziativa a sostegno della candidatura di Pier Luigi Bersani a Presidente del Consiglio nelle primarie del centrosinistra del 25 Novembre.
L'appuntamento è previsto per Mercoledì 21 Novembre 2012 ore 18,00 presso la sede del Partito Democratico in Via San Giovanni Bosco a Porto Recanati
 
Incontro con:
 
Giovanni Brandoni - segretario circolo Pd di Porto Recanati
 
Daniele Salvi – Consigliere provinciale Pd Provincia MC
 
Matteo Ricci - Presidente Provincia PU
 
Introduce:
Eleonora Tiseni - comitato Bersani Porto Recanati



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LAVORO
13 novembre 2012
Misure, strumenti e risorse per il rilancio dell’entroterra maceratese
 
Cari amici vi invito all'incontro sull' Accordo di programma sulla crisi della A. Merloni, Lunedì 19 Novembre 2012 ore 21,00 presso la Villa Comunale di Fiuminata via Matteotti.
 
PROGRAMMA:
 
Saluto
Vito Rizzo – Sindaco Fiuminata
 
Interventi:
Sara Giannini – Assessore regionale attività produttive
Massimo Montesi – Capogruppo consiliare Pd Provincia MC
Daniele Salvi – Consigliere provinciale Pd Provincia MC
 
Coordina:
Francesco Cicconi – segretario circolo Pd Fiuminata



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politica interna
10 novembre 2012
INCONTRI DEL 12 NOVEMBRE

Carissimi,

vi invito  lunedì 12 Novembre a partecipare ai seguenti due incontri:

alle ore 17,30, presso la sala biblioteca Mozzi Borgetti a Macerata, all’incontro dal tema: “Il coraggio dell’Europa:la crisi e l’agenda dei progressisti europei”:

Saranno presenti:

ROBERTO GUALTIERI - Parlamentare europeo PD

Romano Carancini – Sindaco di Macerata

Pietro Marcolini – Assessore regionale

Daniele Salvi – Consigliere provinciale

Angelo Sciapichetti – Consigliere regionale

Caterina Rogante – giovani democratici


Alle ore 21,30, a Porto Potenza Picena, presso la palazzina dei vigili, iniziativa pubblica del comitato Bersani dal tema  “Il coraggio dell’Italia: ricostruzione, cambiamento, rinnovamento".

Incontro con Roberto Gualtieri - Parlamentare europeo PD

Intervengono:

Sergio Paolucci - Sindaco di Potenza Picena

Sara Giannini - Assessore regionale attività produttive

Roberta Pennacchioni - Segretaria provinciale dei Giovani Democratici

Daniele Salvi - dirigente regionale PD

Coordina: Stefania Marabini - capo gruppo consiliare e coordinatrice comitato Bersani Potenza Picena.


Vi aspetto numerosi!




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politica interna
6 novembre 2012
APPROVATO IL PIANO DI DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO:

Non si risolleva l’entroterra montano con l’assegnazione di un corso di studio superiore, tuttavia la scelta fatta dal Consiglio provinciale ha avuto anche il senso di dimostrare che la Provincia è vicina ai territori e in questo caso alla città di Camerino, che vive un momento particolarmente delicato.

Il dibattito e la discussione che si è innescata sull’approvazione del piano di dimensionamento scolastico è stata segnata da eccessi, che dimostrano come sia sbagliato sopravvalutare le questioni esasperando i localismi.
Il piano di dimensionamento scolastico, proposto dopo ampia concertazione dalla Giunta e che ha ottenuto il via libera della Conferenza provinciale delle Autonomie, delle forze sindacali e del Consiglio provinciale, fa i conti con l’esigenza di razionalizzare l’offerta formativa, dal momento che non siamo in una fase espansiva e che persino le manutenzioni ordinarie delle scuole sono a rischio.
Al centrodestra che ha abbandonato l’aula diciamo che non si può votare contro l’aumento dell’aliquota sulla RCA, i cui proventi sono serviti anche per intervenire sull’edilizia scolastica, e poi sostenere che il piano non prevede interventi sulla sicurezza o su materie improprie rispetto alla natura dell’atto di programmazione. Ci vuole coerenza.
Il Piano ha riguardato il dimensionamento degli istituti comprensivi e superiori, ha previsto un recupero del numero delle dirigenze scolastiche, ha dato facoltà di istituire nuovi indirizzi che siano sostitutivi e non aggiunti al numero d’indirizzi esistenti, ha fatto proprie le scelte dei Comuni in merito agli accorpamenti, ha prestato attenzione ai corsi triennali d’istruzione e formazione e all’alternanza scuola-lavoro.
Per quanto riguarda la scelta d’istituire il Liceo Sportivo a Camerino si è tenuto conto delle linee guida regionali, delle indicazioni fornite dal Ministero e dall’Ufficio scolastico regionale e dell’istruttoria fatta dagli uffici provinciali. Il rispetto della graduatoria, nata dall’applicazione dei suddetti parametri, è venuto poi anche incontro ad una realtà che ha subito in questi ultimi tempi una serie di privazioni, afferibili al versante dei servizi giudiziari e scolastici.
 
 
Massimo Montesi
Gabriella Winni Mazzoli
Daniele Salvi



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politica interna
1 novembre 2012
La storia si assomiglia

Successe così anche ai Da Varano, i potenti signori di Camerino e di larga parte della Marca, esponenti del partito guelfo, da sempre fedeli al potere ecclesiastico romano. Allora i mezzi erano diversi. La Roma imperiale di Papa Alessandro VI, di fronte alla sfida dei nuovi Stati nazionali moderni, decise che per reggere il confronto andava rafforzato il centralismo statale e spazzato via quell’intreccio di famiglie e signorotti locali, che garantivano sì il governo del territorio, ma al prezzo di tante pastoie e conflitti dispendiosi.

Ci pensò il Duca Valentino, che nella sua avventura nelle Marche e in Romagna, tolse di mezzo, tra gli altri, Giulio Cesare Da Varano, catturandolo e poi strozzandolo nella rocca di Pergola. Finita l’avventura borgesca il nuovo Papa Giulio II pensò bene di riconsegnare il potere locale al superstite Giovanni Maria, nominandolo duca. Si risarciva così, con il titolo tardivo, una famiglia che per circa tre secoli aveva servito fedelmente la Chiesa e che forse proprio per eccessiva e quasi scontata accondiscendenza non era stata mai insignita del potere conferito ben prima a famiglie signorili più riottose.

E’ successo così anche alla moderata Provincia di Macerata, sana, sobria, virtuosa, sempre ligia al dovere e mai usa alla visibilità o allo scontro frontale. E’ stata decapitata da un governo centrale che di fronte alla sfida della globalizzazione, della crisi economica e dei suoi effetti, ha pensato bene che quel tessuto di autonomie locali, fatto di Comuni, Province e Regioni, andasse ridimensionato, affamando i primi, accorpando le seconde, fonte questo del rinascere di scontri tanto accesi quanto sterili, e dimagrendo le terze.

Sarà vera gloria? La partita delle Province riemerge carsicamente ogni volta che il Governo deve riguadagnare un po’ di appeal verso i cittadini e allora si provvede a girare ulteriormente la vite o il bullone. Intendiamoci, la traiettoria della storia è chiara: stiamo andando verso la nascita, auspicata, delle democrazie continentali, da cui dipenderanno quelle nazionali e le regioni, che potrebbero anche essere riviste nel loro numero, assurgeranno alla funzione un tempo statualmente costitutiva delle province, mentre il processo di riduzione della frammentazione comunale dovrà necessariamente seguire. Si alza l’asticella istituzionale della storia nel momento in cui il mondo diventa più grande e ciò contribuirà a riscrivere anche le modalità di libera associazione tra gli individui, in primis nei partiti, la cui crisi è inscritta dentro questo cambiamento epocale.

E’ indubbio che, ora come allora, siamo in una crisi d’inizio secolo che muterà le coordinate economiche, sociali, culturali e politiche a venire, ma è altrettanto certo che le modalità tecnocratiche e centraliste attraverso cui l’intervento sulle istituzioni locali è avvenuto, richiederà al Governo che s’insedierà dopo le elezioni della primavera prossima di mettere ordine nella materia della filiera delle autonomie locali, rendendo chiare e coerenti funzioni e competenze, anche attraverso la rivisitazione del Titolo V della Costituzione e una più complessiva riforma dello Stato nel solco della Carta.

Occorrerà per questo uscire dalla retorica populista dei “costi della politica” e dal punto di vista che guarda alle istituzione come “poltronifici”, perché questa impostazione può soltanto condurre alla destrutturazione delle istituzioni e della democrazia, in prima battuta locali. Resta, ancora per non so quanto, il Parlamento dei “nominati” e si è decisa nel frattempo la morte delle istituzioni periferiche, i cui amministratori sono stati eletti direttamente dai cittadini!

E’ bene ristabilire il principio che le istituzioni locali sono amministrazioni delle comunità, dei territori e dei cittadini, elette democraticamente, che vanno ammodernate, semplificate e rese più efficaci nelle funzioni che devono svolgere, ma che da esse è dipeso lo sviluppo territoriale e non c’è impresa o lavoro, ossia benessere, che nasce sotto i cavoli, se non c’è al contempo un tessuto istituzionale, amministrativo, democratico, che regola e governa gli interessi individuali e associati e le reti di solidarietà.

Così come si sta procedendo si ha più che la sensazione che non si stiano risolvendo né i problemi funzionali, né tantomeno quelli di spesa; tuttavia è bene non farsi illusioni. Il Ducato di Camerino visse per altri venticinque anni, dal 1503 al 1527, poi venne accorpato con quello di Urbino e, infine, nel 1545 devoluto allo Stato della Chiesa. Vani furono i tentativi degli ultimi discendenti dei Da Varano di riconquistare la città e il contado. La crisi del primo Cinquecento era ormai superata e la storia aveva compiuto il giro di boa decisivo nella direzione che inizialmente si era esplicitata in modo drammatico. La semplificazione operata nelle Marche, come altrove, non impedì che la penisola decadesse per i successivi tre secoli, e Macerata tra l’altro assurse di lì in avanti a capitale della Marca pontificia per poi essere ridimensionata a capoluogo di provincia con l’Unità d’Italia. Oggi siamo ad un altro tornante e, come si vede, la storia non si ripete, ma spesso si assomiglia.

 

Daniele Salvi   




permalink | inviato da Daniele Salvi il 1/11/2012 alle 18:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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