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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
politica interna
25 ottobre 2012
INCONTRO CON NICO STUMPO

Cari Amici,

Lunedì 29 Ottobre 2012 alle ore 21.15, presso l’Hotel Grassetti di Corridonia in via Romolo Murri 1, è convocata l’Assemblea Provinciale dei sostenitori alla candidatura di Pierluigi Bersani a premier della coalizione Italia BeneComune.

Sarà ospite dell’Assemblea Provinciale Tutti per Bersani:

                                             Nico Stumpo
 
(Responsabile Organizzazione Segreteria Nazionale del Partito Democratico)


Sarà l’occasione per confrontarci sulle future primarie del 25 Novembre 2012 che dovranno vederci protagonisti con le nostre idee e proposte per un paese migliore.

È fondamentale partire con una iniziativa bella e partecipata, quindi contiamo sulla vostra presenza e siamo certi che estenderete l’invito a tutte le persone che vorranno sostenere Pier Luigi Bersani.

Indirizzo mail macerataxbersani@gmail.com

Saluti
Daniele

 



permalink | inviato da Daniele Salvi il 25/10/2012 alle 14:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
16 ottobre 2012
LA POLITICA E LE COMPETENZE.

La scelta di Valter Veltroni di non ricandidarsi al Parlamento alle prossime elezioni politiche va rispettata, ma non mi sento di condividerla. Probabilmente sta avvenendo un cambiamento genetico della politica nazionale, del suo modo d’intendersi e di essere percepita, ma come ciò sta avvenendo non lascia affatto ben sperare per le sorti del Paese.

Prima il populismo berlusconiano, poi la tecnocrazia montiana. Dalla comicità gaudente al senso di colpa, senza incrociare una laica operosità per il bene comune.
La crisi morde, le istituzioni, i partiti e la democrazia sono in difficoltà. La miscela è di quelle esplosive. Ci si dice in ogni occasione che la risposta alla crisi non può avvenire a livello del singolo paese, ma soltanto da nuove politiche europee e da un balzo in avanti nella costruzione dell’Europa politica e delle sue istituzioni.
L’Italia, come già la gestione di questa crisi dimostra, sarà sempre più integrata nell’ambito della cornice europea e degli adempimenti che essa implica in termini di coordinamento delle politiche, in primo luogo quelle del rigore e degli standard minimi dei servizi ai cittadini.
Anche i partiti e la politica sono chiamati ad un salto di qualità, individuando nel livello europeo la sfera comune, indispensabile, per una visione strategica dei problemi e l’organizzazione della volontà politica dei cittadini. Servono partiti in primo luogo europei, cioè che abbiano una testa e una struttura che muova dal livello comunitario, perché questa sarà la scala della discussione pubblica e delle decisioni dirimenti dell’immediato futuro, da cui dipenderà il destino delle comunità nazionali.
Possiamo dire, senza timore di smentita, che se la politica fosse già organizzata in modo preminente a questo rango, oggi avremmo una leva probabilmente decisiva per affrontare la crisi con proposte adeguate e condivise. L’Europa, la credibilità del nostro paese recuperata grazie a Mario Monti, la sfida dell’integrazione verso gli Stati Uniti d’Europa, il peso che il nostro Paese riuscirà ad avere in un ambito da cui dipenderanno sempre più le politiche nazionali, ma soprattutto l’impegno per un cambiamento in senso riformista della politica di austerità e recessione, saranno tra i temi principali che il Governo, che scaturirà dalle prossime elezioni politiche, dovrà affrontare.
La prossima legislatura, tra l’altro, dovrà essere costituente non solo a livello nazionale, ma per lo stesso processo europeo. Se non prevalesse un dibattito del tutto provinciale e strumentale, ci si dovrebbe occupare di quali figure un paese può spendere a tal fine, in un campo e nell’altro dell’agone politico. Per questo ritengo la discussione, alimentata ad arte, sulla “rottamazione” nel centrosinistra e nel Pd una fesseria.
Quale partito, nel mentre fa avanzare un robusto rinnovamento, si priva delle risorse umane migliori, per competenza, autorevolezza e professionalità politica? Certo parliamo di poche qualificate esperienze, ma sono anche quelle che rendono credibile un rinnovamento, altrimenti scapestrato.
Massimo D’Alema non ha bisogno di essere difeso, ma è indubbio che egli rappresenti una di queste personalità, che per la verità non abbondano e di cui il Parlamento italiano non dovrebbe privarsi, proprio per le ragioni suddette.
Nel passaggio politico delicatissimo che stiamo vivendo, il tema del rinnovamento del Paese, della società e della politica italiana va affrontato senza superficialità, perché esso rappresenta lo snodo di come immaginiamo il nostro futuro. L’idea di mettere “i figli contro i padri” è uno dei tanti cascami della destra dell’ultimo ventennio. Evitiamo di farlo nostro.
 
Daniele Salvi

 




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12 ottobre 2012
IN RICORDO DI MASSIMO
Cari Amici,
ho pensato di riportare in questo nostro luogo di confronto la bella e toccante lettera che Massimo Vannucci ci ha lasciato prima di andarsene.

 
"Carissimi tutti,
ringrazio per la vita che mi è stata data e che tanto mi ha dato. Ho cercato anche io di dare aiuto quando ho potuto. Avrei potuto fare anche di più e meglio, ma abbiamo dovuto fermarci per le implacabili leggi naturali. Non rimpiango niente, credo di potermi presentare con un bilancio positivo all'esame della storia. Credo che la vita eterna consista nell'aver contribuito all'evoluzione dell'umanità e che il giudizio sull'operato in questa terra venga dato dalle opere, dalle azioni, dalla conoscenza, dalle emozioni e dalla positività trasmessa agli altri e ci sia quindi un premio nel se e nel come continuiamo a vivere con chi rimane. La paura non è per la morte, ma per l'oblio. Ma so che non sarà così. Per questo vi ringrazio, per portarmi dentro di voi fino a quando vi sarà possibile. Vorrei abbracciarvi tutti, uno per uno: la mia famiglia, gli amici, i colleghi e i compagni del mio partito e non solo. Le tante persone che ho incontrato e apprezzato in questi anni, con le quali abbiamo fatto azioni ed opere, sempre guardando al bene comune. A quanti mi hanno sostenuto e voluto bene, da Macerata Feltria al Montefeltro, alla nostra provincia bella ed alle Marche. Vi abbraccio. Ciao, Massimo Vannucci".



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6 ottobre 2012
CIAO MASSIMO

Massimo se n’è andato. Ci ha lasciati. E’ stato un punto di riferimento per molti per la sua umanità, l’equilibrio e la concretezza delle sue posizioni. Ci siamo conosciuti quando divenne segretario regionale e con lui da segretario provinciale di Macerata ho condiviso gli anni dal 2001 al 2006 fino alle elezioni politiche. Ma la consuetudine di sentirsi ogni tanto non era mai venuta meno. Quando c’erano dei passaggi difficili e delicati della vita politica parlare con lui aiutava a farsi un’idea chiara di quanto stava succedendo.

In politica è stato una sorta di fratello maggiore. Era arrivato al partito regionale in punta di piedi, dopo una successione travagliata, aveva dovuto affrontare subito le elezioni politiche del 2001 che andarono male per il centrosinistra, mentre nelle Marche il risultato fu in controtendenza.

Lì per lì -devo dire- non riscosse subito la mia simpatia, appariva un po’ distante, anche per la sua statura, ma ben presto ebbi modo di apprezzarne le qualità.

A Massimo piaceva il cinema e in particolare amava i film di Pupi Avati, perché in essi -come lui diceva- “il mondo è dei semplici”. La vita è dei semplici e deve avere una sua semplicità se tutti siamo stati chiamati a viverla. Quante cose ogni giorno c’appaiono complesse, difficili, irrisolvibili, eppure in Massimo c’era un ottimismo di fondo, non ostentato, che gli faceva affrontare le questioni, anche quelle più intricate, con un certo distacco, talvolta ironico, e tirando il filo dell’essenzialità.

Era questa anche la sua visione della politica, la quale doveva saper parlare a tutti ed essere alla portata di ciascuno. Le sue introduzioni negli organismi o i suoi interventi pubblici erano cristallini, riusciva con parole semplici a riassumere il senso della fase politica e a fare il punto della situazione.

Massimo era un riformista. Ricordo una sua battuta ad una delle ultime riunioni di partito cui prese parte: “di riformisti nelle Marche non ce ne sono stati al di sotto dell’Esino”. Era l’orgoglio di appartenere ad una cultura e tradizione di governo che aveva saputo amministrare gli enti locali e le istituzioni costruendo sviluppo e coesione sociale.

E, anche in questo, la semplicità del riformismo stava nella praticabilità delle scelte che si fanno, nel fatto cioè che il cambiamento ha bisogno di unire gli ideali alla concretezza delle situazioni e per essere efficace deve poter convincere anche chi lo teme. Altrimenti le riforme sono sconfitte in partenza.

Gli anni della sua segreteria regionale furono anni di successi elettorali: dalle politiche del 2001 fino a quelle del 2006, passando per le tornate amministrative locali, le provinciali del 2004, le regionali del 2005. Una delle sue qualità più rare era la capacità di sintesi, il saper comporre attraverso un ascolto attento di tutte le posizioni; per lui l’esercizio della funzione politica s’ispirava all’autonomia e alla capacità di mediazione. Era arbitro nelle scelte come lo fu nei campi di calcio e parlando di quell’esperienza giovanile diceva sempre: “Una grande scuola!”.

Anche in Parlamento Massimo era entrato in punta di piedi, ma ben presto aveva dimostrato di padroneggiare la materia complessa della Commissione Bilancio, di cui era componente, e anche in quel ruolo era diventato un punto di riferimento per il gruppo parlamentare. Aveva lo sguardo attento al suo territorio, ma non difettava certo di una visione regionale dei problemi. La sua disponibilità era totale da qualunque parte giungesse la richiesta di prestare attenzione ad un problema.

Con semplicità e riservatezza ha vissuto la malattia.

Caro Massimo, ci mancherai. Di te ci resterà l’insegnamento della politica come una cosa bella,  schietta e credibile, insieme ad un grande sorriso.

 

 

Daniele Salvi



permalink | inviato da Daniele Salvi il 6/10/2012 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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