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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
30 settembre 2010
Massimo Montesi candidato alla Segreteria provinciale del Partito Democratico di Macerata

Per conoscere il candidato di persona e le proposte alla base della sua candidatura, Sabato 2 ottobre siete tutti invitati alla cena che si terrà a Matelica





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20 settembre 2010
Edmondo Berselli: L'economia giusta
L'Opus postumum di uno degli editorialisti ed intellettuali più raffinati che scorge a volo d'uccello la natura e le radici della crisi del 2008 che apre davanti a noi un tempo nuovo. La superstizione monetarista e la perdita di valore del lavoro; la crescita delle diseguaglianze, il divario incommensurabile tra redditi e rendite, l'impoverimento dei ceti medi; la retorica del mercato e una politica scissa dalla realtà tra spettacolarizzazione leaderistica, populismo contagioso e corruzione; questo il contesto dentro cui matura la crisi, figlia di una ideologia talmente forte e pervasiva da costruire intorno a sè un consenso pressocchè unanime, proprio perchè costruita sul presupposto della fine di ogni ideologia. Ecco allora la società degli individui, di thatcheriana memoria, tutta competizione e destrutturazione di vincoli, legami e modalità d'intervento pubblico. Dal boom economico, alla crescita dell'inflazione e del debito pubblico fino all'indebitamento individuale, la torsione ha riguardato anche l'Italia. Berselli, nel momento in cui prende atto della crisi e della sua provenienza, riapre il confronto con le culture che hanno costruito il modello europeo dell'economia sociale di mercato: la dottrina sociale della Chiesa (dalla 'Rerum Novarum', alla 'Centesimus Annus' fino alla 'Caritas in Veritate') e la socialdemocrazia (Bad Godesberg). Ne intravede i limiti, ma anche il grande lascito storico, quel capitalismo 'renano' che non è caduto nelle euforie e nelle follie della versione anglosassone. La partita aperta davanti alle società moderne occidentali è la redistribuzione della ricchezza e del potere, per raggiungere un livello più alto di democrazia. La prospettiva che delinea in chiusura Berselli è invece amara e disperante: l'Occidente deve abituarsi ad essere più povero, a convivere con l'impoverimento fatto di crescita anemica, alta disoccupazione e magari tentazioni neoautoritarie. Schiere anonime di Lumpen in mezzo a scintillanti e ricche oligarchie. Il fatto è che l'economia non sarà mai sufficientemente giusta, se la politica non rompe la gabbia della sua subalternità al pensiero economico e torna autonoma e se la politica democratica non prova a riscrivere un nuovo compromesso tra capitale, lavoro e democrazia su scala globale, contro ogni rigurgito di ortodossia monetarista e ogni risorgente retorica dell'antipolitica. Ma questa non è la conclusione di Berselli, piuttosto la nostra. Spes, ultima dea...
 
 Edmondo Berselli: "L'economia giusta", Einaudi, Torino 2010, pp.99

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15 settembre 2010
"La Suburra. Sesso e Potere" di Filippo Ceccarelli
Un libro che tratta una materia scottante, scivolosa e 'bassa' con ironia, intelligenza e senso della misura, ricco di rimandi colti e di considerazioni argute su un tema, quello del rapporto tra sesso e potere che affonda le origini agli albori della storia e che oggi unisce più che mai gli aspetti della farsa e della miseria umana. E' la storia del basso impero della nostra repubblica tra veline, ninfe, escort, killeraggi giornalistici, video, trans ammazzati, fragilità umane e massaggi compromettenti, dove gli uomini pubblici vivono il sesso come un'appendice di un'idea di potere pensata e vissuta come arbitrio piuttosto che come scelta. Affrontate senza nessun moralismo, ma con l'acume del giornalista alla ricerca del dettaglio che squarcia il velo sul senso di ciascun episodio e del contesto entro cui si cala, le vicende di cui si parla trasmettono un misto di comicità e di drammaticità, fino ad intersecarsi con le pagine più buie e tragiche della nostra storia recente, da via Gradoli al suicidio di Alfredo Ormando fino alle folli vanità del Duce. Se il privato è sempre più politico, complice il ruolo dei media e la personalizzazione della politica, possiamo dire che questo aspetto, che è vero in tutto il mondo occidentale e non solo, assume nel nostro Paese i tratti della patologicità. Il Capo, il corpo del capo e l'arbitrio delle sue esibizioni sono però il frutto di un rapporto populistico e plebiscitario con i cittadini che non conosce nemesi, se non la ricattabilità del personaggio, e che non aiuta a distinguere tra l'uomo pubblico vittima delle proprie fragilità, comunque ingiustificabili, e quello che è vittima e carnefice di un meccanismo organizzato dove sesso e droga costituiscono l'ultimo ingranaggio di una catena fatta di corruzione, illegalità, favori e distorsioni. Siamo in altri termini di fronte ad un fenomeno che è lo specchio della qualità e del deterioramento della nostra democrazia, delle istituzioni e dell'etica pubblica, figlie della fine di tante cose, ma da cui non è possibile uscire senza una controffensiva culturale, profonda e potente, che rimetta al primo posto l'interesse generale, l'etica pubblica e sappia ricostruire le identità politiche e selezionare una vera classe dirigente.

Filippo Ceccarelli: "La Suburra. Sesso e potere: storia breve di due anni indecenti", Feltrinelli, Milano 2010, pp. 239.

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13 settembre 2010
PER L’UNITA’ DEL PD, PER TORNARE A VINCERE

Per un partito unito, la cui unità si fondi sulla chiarezza delle cose da fare e delle scelte necessarie per centrare gli importanti obiettivi che ha di fronte a partire dalle elezioni provinciali del prossim’anno e dalla possibile fine anticipata della legislatura.

Crescono le adesioni al documento “Prepariamo giorni migliori per la Provincia di Macerata e il Pd. Unità, Partecipazione, Rinnovamento”, che in queste settimane ha alimentato il dibattito precongressuale del Pd maceratese in vista del Congresso provinciale che si svolgerà per tutto il mese di Ottobre.

Dirigenti, amministratori, semplici iscritti hanno condiviso i contenuti del documento e lo spirito fortemente unitario con cui affrontare la scadenza congressuale, superando mozioni, correnti e personalismi per anteporre le idee e le alleanze. Su questo terreno viene ribadita in vista delle elezioni provinciali del 2011 la necessità di una coalizione nuova ed ampia, unita dal programma e che muova dalle forze che oggi sono all’opposizione del governo Berlusconi, che governano insieme le Marche e che vogliono dar vita ad un centrosinistra di governo.

Queste le nuove adesioni: Giuseppina Basilici, Maria Grazia Benedetti, Sauro Bravi, Giuseppe Crapanzano, Andrea Dezi, Emidio Dezi, Tania Forti, Giacomina Gaetini, Adriano Gazzana, Maurizio Gennari, Nicolina Grilli, Gino Luccerini, Bruno Mandrelli, Marsilio Marsili, Giancarlo Miliani, Osvaldo Messi, Lorenzo Montesi, Pietro Morbidoni, Filippo Mosciatti, Lino Palanca, Roberto Paoloni, Pasquale Pantone, Silvano Picciaiola, Federico Piccinini, Cesare Piergentili, Yuri Rosati, Stefano Sabbatini, Alfredo Santarelli, Antonella Sclavo, Angelo Scocco, Gabriele Spitoni, Donatella Staffolani, Sandra Stopponi, Alderico Torresi, Lauro Torresi. 
 

I sottoscrittori di “Prepariamo Giorni migliori

per la Provincia di Macerata”


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4 settembre 2010
NUOVE ADESIONI AL DOCUMENTO DEI CINQUANTA

 

Crescono le adesioni al documento “Prepariamo giorni migliori per la provincia di Macerata” che in questi giorni ha animato il dibattito precongressuale del Pd, firmato da cinquanta tra dirigenti e amministratori con l’obiettivo tra l’altro di costruire in vista delle elezioni provinciali “un’alleanza nuova ed ampia che, partendo da quella che oggi governa le Marche (Pd, Udc, Idv), sappia includere il più possibile dando vita ad un nuovo centrosinistra”.

Prestigiose le firme dell’assessore regionale al Bilancio e alla Cultura Pietro Marcolini, del giornalista Giancarlo Liuti, del preside della Facoltà di Scienze politiche Francesco Adornato, dell’ex assessore provinciale Renato Pasqualetti e dell’ex-assessore regionale Cataldo Modesti.

Molti altri dirigenti e amministratori non hanno voluto far mancare il proprio sostegno ad un documento che sta suscitando un ampio dibattito e ha avuto il merito di ricondurre la discussione sui contenuti e non sulle collocazioni correntizie o di singoli personaggi.

Tra gli altri hanno aderito: Umberto Biagiola, Valerio Bianchi, Alessandra Boscolo, Francesco Cicconi, Ninfa Contigiani, Luca Corsalini, Gilberto Cruciani, Gilberto Ercoli, Serafina La Rocca, Clara Maccari, Isabella Marchionni, Paola Mariani, Andrea Marinelli, Fabrizio Massari, Piepaolo De Minicis, Sergio Piccinini, Giovanni Pecora, Sandro Pirro, Gustavo Postacchini, Mario Prosperi, Fabiola Santini, Gianni Santori, Gianfilippo Simoni, Adriano Spoletini, Franco Veroli.  
 
 
 

4 settembre 2010
NO A SPECULAZIONI SULL’ACOM. LA MAGGIORANZA RESTI PUBBLICA.


 

L’iniziativa del Comune di Montecosaro di vendere le proprie quote di partecipazione della società Acom spa costituisce un atto unilaterale da parte di uno dei soggetti pubblici che detengono la maggioranza della società che rischia di dar adito ad iniziative speculative.

Secondo quanto previsto dallo statuto, infatti, a detenere la maggioranza pubblica di Acom sono la Provincia di Macerata, i Comuni di Montecosaro e Tolentino, l’Università di Camerino. Il bando del Comune di Montecosaro, con il quale entro il 20 settembre s’intenta la vendita di circa il 10% delle quote della società, determinerebbe una maggioranza da parte di soggetti privati che contravverrebbe a quanto previsto dallo statuto e finirebbe per produrne la sostanziale modifica in senso privatistico.

Ciò non può che trovare contraria la Provincia, che ha dato vita all’Acom e ha fortemente voluto il controllo pubblico della società, anche perchè la Regione Marche, istituzione titolare della competenza sanitaria, nei mesi scorsi ha manifestato il proprio interesse a subentrare nella maggioranza pubblica della società, dato che la Provincia di Macerata è obbligata a vendere la propria partecipazione societaria in quanto non in linea con le finalità istituzionali dell’ente sulla base di quanto disposto dalla dalla legge finanziaria per il 2008.

Tra l’altro la vendita non tiene conto del fatto che la Regione Marche ha commissionato una valutazione tecnico-finanziaria della società proprio con l’obiettivo di soppesarne il possibile acquisto e rischia di determinare effetti completamente antitetici a quelli concertati con tutti i soggetti di parte pubblica.

Vogliamo sperare che anche da parte del soggetto privato attualmente socio di Acom ci sia un atteggiamento lineare, che non si presti a colpi di mano, consapevole che il mantenimento della maggioranza pubblica rappresenta non solo il rispetto dei patti a suo tempo sottoscritti, ma anche la possibilità che la Regione con il suo ingresso consenta lo sviluppo di sinergie strategiche per la crescita stessa della società. 
 

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