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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
24 febbraio 2010
Nuove idee per la Valle del Potenza

 

Sarà questo il tema del prossimo incontro pubblico che si terrà al Teatro Comunale di Castelraimondo il 5 Marzo alle 21.00. Si parlerà dello sviluppo della vallata in un'ottica provinciale e regionale.

Segnalo, sul tema, un intervento di Nando Ottavi, presidente di Confindustria Macerata, apparso recentemente su Il Resto del Carlino, che rilancia la questione infrastrutturale, ma non solo, pur dimenticando la parte più interna della vallata che è strettamente interconnessa con il sistema locale della sinclinare camerte-fabrianese.



Con quest'appuntamento vogliamo contribuire all'arricchimento di un dibattito importante per lo sviluppo armonico ed equilibrato della nostra provincia, su cui rilevante sarà il contributo che potrà venire anche dalla Regione Marche.



Vi aspetto
 

20 febbraio 2010
La Sinistra Possibile - Vannino Chiti

Scritto a ridosso del primo congresso del Pd e sulla scorta dell'esperienza del secondo governo Prodi, di cui Chiti è stato Ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme istituzionali, questo libro intravvede lucidamente i limiti dell'esperienza di governo delle forze del centrosinistra, specie nella sua ultima versione modello Unione, le potenzialità inespresse del Pd e la necessità di un profondo lavoro culturale e programmatico da cui solo può scaturire la riorganizzazione delle forze democratiche e riformiste nel nostro Paese in un nuovo centrosinistra e la costruzione del partito della sinistra del nuovo secolo. I temi, tra i quali spiccano per formazione dell'autore quelli della democrazia (anche quella interna ai partiti), dell'innovazione istituzionale (decisamente a favore di un parlamentarismo forte), della laicità (come spazio pubblico del confronto tra credenti e non) e della lotta alle diseguaglianze (un tratto sottovalutato dell'ultimo governo Prodi), vengono delineati con chiarezza espositiva come tasselli di un unico puzzle che ci restituisce il profilo di quella 'sinistra possibile' che è il Pd. Temi che sono stati al centro del confronto congressuale, ma che ad una lettura ex-post risuonano come monito di un impegno da inverare giorno dopo giorno. Concretezza delle questioni e continuo rimando alla cultura politica, che getta luce su di esse, rappresentano una costante del modo di procedere della riflessione di Chiti, che affida al Pd il compito di 'saper guidare il paese fuori dalla transizione infinita e dalla crisi che scuote il mondo', perchè 'è su questo terreno che (esso) si conquista un ruolo non precario nella società italiana'. Ma per questo -conclude Chiti- occorre investire di più 'in passione, in generosità, in pensiero e impegno'...

Vannino Chiti, "La sinistra possibile. Il Partito democratico alle prese con il futuro", Donzelli, Roma 2009, pp.184


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13 febbraio 2010
a Macerata si discute su Macerata

Una “Discussione su Macerata e le Marche” con Sara Giannini, candidata capolista del Partito Democratico al Consiglio regionale delle Marche, Romano Carancini, candidato sindaco del centrosinistra al Comune di Macerata, Pietro Marcolini, assessore regionale al Bilancio, ed il giornalista Giancarlo Liuti.
 

L'appuntamento, aperto ai cittadini, è in programma lunedì 15 febbraio, alle 21, nella sala convegni dell'Hotel Claudiani, in vicolo Ulissi.

 


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7 febbraio 2010
UNA NUOVA FASE DEL RIFORMISMO MARCHIGIANO

 

Quando si avvia un nuovo processo politico non mancano resistenze e contraddizioni. Il giudizio su di esso sarà possibile solo verificandone l’avanzamento e il successo in termini di consenso e di realizzazioni.

E’ così oggi per quanto sta avvenendo nel nostro paese nella costruzione delle alleanze per il governo delle regioni. A fronte di un Pdl che si rinchiude nel rapporto con la Lega e la Destra, il Pd ha aperto la costruzione dell’alternativa al centrodestra, cercando di accorciare le distanze tra le opposizioni presenti in parlamento e dandosi un orizzonte strategico.

L’obiettivo è quello di vincere in un numero di regioni superiore a quello che attualmente, sulla base dei risultati elettorali più recenti, le vecchie alleanze di centrosinistra riuscirebbero a garantire.

Ma l’esigenza non è meramente elettorale. Si tratta in realtà di verificare le condizioni dell’alternativa a partire dal passaggio delle elezioni regionali, affinchè all’indomani del 29 marzo si possa mettere al centro un’idea del futuro dell’Italia.

E’ evidente che nell’avviare questo nuovo processo politico esistano anche ambiguità strategiche delle forze che stanno cercando di affermarlo.

L’Udc pensa di rimettere in discussione il bipolarismo così come si è espresso negli ultimi 15 anni, il Pd pensa ad un bipolarismo maturo, che non sia prigioniero di estremismi; tuttavia anche su questa evoluzione del sistema politico la partita è tutta aperta e non è detto che le posizioni di partenza rimangano immutabili.

Quel che, invece, mi sembra un elemento non abbastanza soppesato è che oggi per dare corpo all’alternativa è imprescindibile unire le culture di governo che hanno un forte ancoraggio costituzionale.

E’ l’esigenza di dare un assetto definitivo e più moderno alle istituzioni e alla forma di Stato e di governo a richiedere questo, perché non si scivoli verso posizioni populiste e presidenzialiste, ma si riaffermi il carattere parlamentare della nostra repubblica.

E’ la durezza della crisi economica e dei suoi effetti che richiede alleanze con un più netto profilo di governo, perché si facciano le scelte ormai irrinviabili se vogliamo ridurre le attuali diseguaglianze sociali ed evitare il rischio di declassamento del nostro sistema produttivo e in definitiva del paese.

D’altra parte su molti temi la convergenza con l’Udc e con le forze che possono dar vita ad un’alleanza dei riformisti e dei moderati è concreta: da quelli che riguardano il rispetto e la riforma delle istituzioni nel quadro di una rinnovata unità nazionale o il superamento dello scontro tra giustizia e politica, a quelli che concernono l’accoglienza e l’integrazione nella legalità degli immigrati, l’apertura dei mercati protetti e delle strutture corporative, la riforma compiuta di un welfare che includa e che assuma aspetti di sussidiarietà orizzontale.

Il terreno del governo delle regioni è da questo punto di vista un laboratorio interessante e nelle Marche più che altrove esso può avere sviluppi positivi, perché s’innesta su una collaudata esperienza di buongoverno.

Tuttavia, oggi, è necessario tematizzare in modo chiaro un’agenda di governo fatta di temi che non possono più essere accantonati per evitare potenziali conflitti: energia, infrastrutture, assetto del territorio, sanità, servizi pubblici locali, economia culturale, dell’innovazione e della conoscenza, snellimento burocratico e semplificazione dei livelli strumentali di governo.

Questo è il campo di un nuovo riformismo che assume su di sè il coraggio delle scelte per disegnare le Marche del futuro e che nel perseguire un disegno condiviso di modernizzazione solidale fa propria l’esigenza di un più forte raccordo con i territori, le autonomie locali, gli attori economici, sociali e culturali, i soggetti organizzati e nuovi della società marchigiana.

 


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5 febbraio 2010
Sabato 6 Febbraio a Cingoli

Sabato 6 febbraio alle ore 20.30 sarò al Ristorante Villa Ugolini di Colle San Valentino a Cingoli insieme a Sara Giannini e Massimo Montesi per una cena con gli amici e compagni del circolo locale per discutere delle cose buone fatte dalla Regione Marche in questi cinque anni e per ragionare insieme sulla nuova fase del buongoverno della nostra regione che vogliamo aprire con un Pd più forte e più capace di dare risposte efficaci e ravvicinate ai marchigiani.
Vi aspetto!

 


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4 febbraio 2010
5 Febbraio - incontro con Sara Giannini a Matelica

 

"Le risposte della Regione alla crisi", sarà questo il tema al centro dell'incontro di Sara Giannini, candidata capolista del Pd al Consiglio regionale delle Marche, e di Fabio Badiali, assessore regionale al Lavoro, Industria e Artigianato, con i cittadini di Matelica. L'appuntamento è in programma venerdì 5 febbraio, alle 18, nella sala convegni “M. Boldrini” di Palazzo Ottoni.

Intervengono Massimo Montesi, capogruppo consiliare di “Matelica Insieme”, Cesare Martini, sindaco di San Severino Marche, e Daniele Salvi, consigliere provinciale del Pd. Coordina i lavori Fabiola Santini del Circolo del Partito Democratico di Matelica. 


 


 

4 febbraio 2010
EMERGENZA RIFIUTI: TROPPA LEGGEREZZA, CAPPONI SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITA’.

 

La politica e la buona amministrazione hanno bisogno di linearità e chiarezza. All’ex-presidente del Cosmari Capponi dico che non conviene in primo luogo a lui rivangare il passato, perché nella ricerca delle responsabilità dell’emergenza finirebbe per individuare come principale responsabile se stesso.

Al Presidente di oggi dico che fino a che non vi è una nuova programmazione, va rispettata quella esistente, perché è l’unica che garantisca, pur nelle mutate condizioni, elementi di oggettività condivisi. E con essa vanno rispettate le scelte che 56 sindaci su 57 hanno fatto nel rispetto di quella programmazione. Pensare di derogare a questo è stato un errore, così come lo è stato promettere che la discarica a Cingoli non si sarebbe fatta.

Questa sua posizione ha rischiato e rischia d’indebolire il Cosmari nel far fronte ai ricorsi, che sempre ci sono in questi casi, e non ha certo spinto il consorzio a bruciare le tappe per l’avvio della nuova discarica. Inoltre, ha ingenerato confusione e conseguentemente la riserva dei sindaci di Mogliano, Treia, San Severino Marche e Camerino, chiamati a sottoscrivere un accordo di programma in presenza della totale indisponibilità dell’amministrazione di Cingoli, persino a discutere di localizzazioni alternative al sito individuato, e della completa subalternità del Presidente della Provincia al volere di quell’amministrazione locale. Se c’è chi non si fa carico responsabilmente di una scelta che la comunità provinciale ha fatto, perché qualcun altro dovrebbe farlo in sua vece?

Questa è la contrarietà non solo del Pd, ma dei Sindaci, incluso il sindaco di Mogliano, di cui lei deve prender atto. Il Pd non è contrario all’accordo di programma, anzi lo ritiene necessario, ma nella chiarezza e cioè nel rispetto delle scelte fatte dalla comunità provinciale, che vanno accelerate.

Sono passati 21 mesi dalla decisione di fare la discarica di Fosso Mabiglia e l’esperienza ci dice che se la politica non svolge la sua funzione, oggi probabilmente staremmo ancora a parlare dell’apertura della discarica di Tolentino. E’ sicuramente giusto che l’assemblea del Cosmari discuta della problematica, anche perché ingenti e salate sono le conseguenze per i cittadini amministrati; ma è altrettanto necessario, Presidente, che lei convochi il Consiglio provinciale per discutere della situazione che si è determinata a causa delle sue leggerezze.


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permalink | inviato da Daniele Salvi il 4/2/2010 alle 13:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
2 febbraio 2010
LA STRATEGIA DI CAPPONI SUI RIFIUTI E’ FALLITA, IL CENTRODESTRA SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITA’


Siamo ancora in attesa di ciambelle con il buco. E’ proprio il caso di dirlo pensando all’ennesimo capitolo dell’infelice telenovela sui rifiuti di cui è protagonista il Presidente della Provincia Franco Capponi. La riunione di ieri con i sindaci di Camerino, Mogliano, Treia, San Severino Marche, che avrebbero dovuto sottoscrivere l’accordo di programma per nuove discariche, si è risolta con un nulla di fatto ed anzi i sindaci si sono rifiutati di firmare alcunché.

Così  il giorno in cui si sarebbe dovuto siglare il patto tante volte dato per imminente dal Presidente Capponi, ha sancito in verità il fallimento della strategia di Corso della Repubblica.

Il Comune di Cingoli ha mantenuto tutte le sue riserve, inclusi i ricorsi, sulla discarica di Fosso Mabiglia e l’indisponibilità a individuare altri siti del proprio territorio, qualora il ricorso al Consiglio di Stato venisse accolto; conseguentemente gli altri sindaci non hanno potuto accettare di concorrere responsabilmente, come hanno sempre sostenuto, a voler risolvere l’emergenza rifiuti.

Le facili promesse della campagna elettorale ora vengono come nodi al pettine; il ritardo prodotto sull’avvio della discarica di Cingoli, checché ne dica il Presidente del Cosmari Eusebi, è sotto gli occhi di tutti; le sicumere di avere già due-tre siti pronti, tante volte declamate da Capponi, oggi evaporano nell’imminenza della scadenza dell’accordo con Fermo, il che produrrà un aumento dei costi dello smaltimento e anche la possibile rivisitazione dell’accordo stesso che prevedeva da parte della Provincia di Macerata la presentazione di un preciso cronoprogramma su come risolvere in prospettiva l’emergenza rifiuti.

Ora ci aspettiamo l’alzata di polveroni tesi a confondere le responsabilità e a fare di tutt’erba un fascio. Una cosa però è inconfutabile: sono passati 8 mesi senza azioni efficaci né sul versante della nuova discarica deliberata da 56 sindaci su 57, né sull’accordo di programma con i Comuni. Un capolavoro…di approssimazione. E’ ora che il centrodestra alla guida del Cosmari e della Provincia si assuma le sue responsabilità. 
 
 
 


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1 febbraio 2010
Gramsci tra Mussolini e Stalin di A. Rossi e G. Vacca

Libro bellissimo, scorrevole e documentato, grazie anche a materiali inediti. Il classico rapporto tra Gramsci in carcere e il partito viene ripercorso con dovizia di particolari, nuove fonti documentarie e reinterpretazioni delle lettere e di passi decisivi dei Quaderni. Il nesso vita e politica, vita e partito, pensiero e politica, paradossalmente si amplifica nella situazione della reclusione fino alla prova provata della propria impotenza e della altrui non volontà. Il bisogno di comunicare con l'esterno, di continuare il dialogo con il partito, d'ispirarne l'azione politica attraverso l'analisi dei cambiamenti in atto, nei limiti imposti dalla costrizione e dalla censura, e al contempo di ricercare concretamente le vie della liberazione, s'intrecciano con il vissuto del prigioniero che non rinuncerà mai alla propria autonomia intellettuale, confidando inutilmente nell'aiuto del partito e della propria parte politica. Il ruolo di Tania, di Sraffa, di Togliatti, il controllo sovietico su Giulia, ma anche il rapporto ritrovato del fratello Gennaro e la famigerata lettera di Grieco: tutto assume in questo libro un profilo più chiaro e leggibile. Il dissenso gramsciano verso la 'svolta' staliniana, la reclusione ad opera del fascismo, le ambiguità nei suoi confronti nei momenti in cui la liberazione sembrava poter essere perseguita, fino al sospetto e alla certezza di essere stato abbandonato ed emarginato, fanno di Gramsci in carcere un pezzo da novanta nelle mani del Duce, che si occupa del prigioniero direttamente, anche solo per garantirgli la sopravvivenza, e un problema nella mani di Stalin e a anche del suo partito, che cerca di alimentare la sua capacità di resistenza, ma non può nè vuol contare sulla sua liberazione, anche quando i rapporti tra Italia e Urss nel '37 -come previsto da Gramsci- diventeranno amichevoli. Dentro la tragica parabola del carcere e del decadimento fisico e morale sboccia il fiore della grande lettura della storia e della cultura italiana dei Quaderni e le grandi innovazioni concettuali che restano un insegnamento senza il quale leggere l'oggi sarebbe più difficile: 'rivoluzione passiva', 'guerra di posizione', 'egemonia', 'americanismo', 'nazionale e internazionale', 'costituente e democrazia' e molto altro ancora...

  A. Rossi, G. Vacca: "Gramsci tra Mussolini e Stalin", Fazi Editore, Roma 2007


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