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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
30 giugno 2009
Prima seduta del nuovo Consiglio Provinciale
Domani alle ore 15 si terrà la prima seduta del nuovo Consiglio Provinciale, a Macerata in c.so della Repubblica 28 presso la Sala Consiliare.

Quattro i punti all'ordine del giorno:
  • Esame della condizione degli eletti a norma del Capo II del Titolo III del D.Lgs. 267/2000
  • Elezione del Presidente e del Vice Presidente del Consiglio Provinciale
  • Giuramento del neoeletto Presidente della Provincia
  • Comunicazione dei componenti della Giunta Provinciale



 

 

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29 giugno 2009
PROLEGOMENI DEL NUOVO CORSO

La seconda edizione della Festa della Repubblica e della Costitituzione, che si è tenuta quest'anno a Tolentino domenica 28 giugno si è confermata, come già accaduto nella prima edizione dello scorso anno a San Severino Marche, un momento significativo -rivolto in particolare ai giovani- di celebrazione e riscoperta del valore della nostra carta costituzionale, nonchè dell'attualità dei valori e principi in essa contenuti.

La presenza un anno fa del senatore a vita Emilio Colombo e quest'anno del presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick hanno reso ancora più prestigiosa una manifestazione che tra l'altro quest'anno ha coinciso con l'insediamento di 44 nuovi sindaci, a
seguito della tornata amministrativa ordinaria, e della nuova amministrazione provinciale.
E proprio qui viene il punto dolens. La prima uscita ufficiale del nuovo Presidente Franco Capponi ha coinciso con un discorso a dir poco reticente. Nella città insignita di ben due medaglie d'argento al valor militare e al valor civile per la lotta di Liberazione e per la Resistenza, nella città che ha conosciuto la rappresaglia nazifascista e i Martiri di Montalto, il nuovo presidente della Provincia non ha mai citato nel suo discorso una sola di queste cose. Anzi, si è fatto riferimento al referendum monarchia-repubblica come primo atto di autodeterminazione del popolo italiano, senza dire che quell'autodeterminazione e quel suffragio universale per la prima volta vi furono perchè ci fu chi lottò per la libertà di tutti e di ciascuno contro la dittatura fascista.
E' toccato a Sua Eccellenza il Prefetto Vittorio Piscitelli e, addirittura al presidente Flick, i quali hanno citato il sacrificio dei Martiri di Montalto, rimediare alla gigantesca omissione del neopresidente. Prolegomeni di un revisionismo che vuol riscrivere anche la storia del nostro territorio o, più prosaicamente, il risultato di alleanze compromettenti?


Daniele Salvi



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23 giugno 2009
RECANATI: VITTORIA STRAORDINARIA!

La vittoria del PD e del centrosinistra nella città di Recanati è straordinaria. Non solo perché la tornata amministrativa comunale si chiude in modo positivo per il centrosinistra in provincia di Macerata, ma soprattutto perché questa vittoria assomiglia ad un moto di liberazione della città da un decennio amministrativo, vissuto, soprattutto nell’ultimo periodo, dai recanatesi come condizionante e inconcludente.

Nonostante l’impegno profuso da poteri influenti, che si sono spesi senza risparmio anche nella fase di ballottaggio, la risposta dei cittadini è stata quella di voltare pagina e di affidarsi ad un giovane politicamente solido, localmente conosciuto e amministrativamente sperimentato come Francesco Fiordomo.

Ingrediente non secondario della sua vittoria è stato l’aver costruito una coalizione credibile, che ha coagulato intorno al Partito Democratico forze di centro e di sinistra, omogenee dal punto di vista programmatico, insieme ad istanze civiche rappresentative che hanno avuto in Francesco un punto di sintesi naturale e condiviso.

Il resto lo ha fatto l’altrettanto naturale convergenza su di lui e sullo schieramento che lo sosteneva delle liste presentatesi autonomamente al primo turno, alcune delle quali avevano in passato condiviso esperienze comuni con Fiordomo, mentre altre, nate recentemente, sono rimaste fedeli ad un disegno di rinnovamento, percepito dai cittadini come necessario nella città leopardiana.

Il rinnovo delle amministrazioni locali ha visto, dunque, il centrosinistra perdere Monte San Giusto, Mogliano e Montefano, ma vincere a Ripe San Ginesio, Pollenza e Recanati, con un saldo positivo di circa 10.000 abitanti in più amministrati. Quattro delle cinque più grandi città della provincia sono oggi governate dal PD e dal centrosinistra. Ciò compensa solo in parte l’amarezza per la pedita della Provincia, ma è un chiaro segnale a chi pensa a facili vittorie anche nell’immediato futuro e richiederà alle amministrazioni locali di ricercare un indispensabile coordinamento sulle problematiche territoriali e di dare seguito fin da subito all’impegno politico ed amministrativo. Buon lavoro!

Daniele Salvi


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19 giugno 2009
LEGGIAMO IN MODO OBIETTIVO I RISULTATI ELETTORALI. IL PD RIFLETTA E SAPPIA GUARDARE AVANTI

Il risultato delle elezioni europee e provinciali in terra maceratese dovrebbe spingere ad una riflessione la più possibile sgombra da punti di vista parziali o addirittura individualistici su questo o quel risultato, per cercare di cogliere il senso politico dell’espressione del voto da parte dei cittadini.

Chi ha fatto la campagna elettorale ha avuto forte la sensazione di una “società che ha preso paura”, dove gli unici temi che hanno campeggiato, ben oltre le veline, sono stati quelli dell’immigrazione, del lavoro, della delocalizzazione delle nostre imprese, dell’insicurezza verso il proprio futuro.

Il vento di destra che ha spazzato l’Europa ha soffiato forte anche nel nostro paese e nei territori, alimentando forze estreme come la Lega, interprete di un istinto alla chiusura corporativa e protezionista su basi localistiche e identitarie.

Nella nostra provincia il dato politico risente in modo forte dell’astensionismo (-5% circa) e vede il PDL crescere in termini percentuali rispetto alle precedenti europee e stabile sulle politiche, mentre la Lega ottiene un consenso che viene anche da frange di elettorato popolare e di centrosinistra.

Questo è il dato di fondo da cui partire anche per una lettura dell’esito delle elezioni provinciali, le quali -giova ricordarlo- sono elezioni eminentemente politiche. Che il centrosinistra abbia cercato di impostarle valorizzando il lavoro amministrativo fatto negli ultimi cinque anni e anche le persone che quel lavoro hanno intrapreso, a partire dalla figura del presidente, era in parte naturale ed in parte necessario, dato il divario di voti storici su cui poteva contare l’alleanza tra PDL e UDC.

Detto questo, era possibile rimontare e vincere? Forse, la controprova non esiste. Tuttavia, il centrosinistra recupera passando dal 42,78% al 46,15%, mentre il centrodestra scende dal 55,14% al 52,76%. Il resto lo fa il voto diretto ai candidati presidenti, fino a raggiungere il dato finale del 47,59% di Silenzi contro il 51,32% di Capponi. Una dinamica analoga, ma stavolta insufficiente, rispetto a quanto avvenne, in ben altro contesto, nel 2004.

Il centrodestra ha dimostrato di avere una strategia, che è risultata vincente: aiutato dal vento europeo e nazionale, ha stretto alleanze ampie per la provincia (persino con La Destra) e nei comuni, ha speso il personale politico più rappresentativo, ha ricercato il voto di pezzi influenti della società. Il centrosinistra, da parte sua, ha puntato sul lavoro fatto, sulla continuità, ampliando giustamente la coalizione fin dove era possibile, vale a dire all’Italia dei Valori e alla lista civica, ma come classe dirigente complessiva non ha colto fino in fondo la portata della sfida in atto.

Il dato del PD è lì a testimoniarlo: perde 6 punti percentuali e circa 10.000 voti sulle precedenti elezioni sia europee che provinciali. Non hanno giovato le divisioni interne, che hanno reso accidentato il percorso di costruzione del partito, l’affidarsi in alcuni casi sincero e in altri strumentale alla “forza” del presidente Silenzi, le disarticolazioni locali in diversi e importanti comuni chiamati al voto e che hanno influito negativamente anche sull’esito provinciale.

Ora di fronte al PD e al centrosinistra sta la necessità di condividere il più possibile una lettura obiettiva di quanto avvenuto e l’urgenza di rimettersi in moto quanto prima guardando alle prossime scadenze, tra cui le elezioni regionali del prossim’anno. Il PD, in più, dovrà affrontare il passaggio congressuale, che dovrà avere i caratteri di un momento fondativo e di rilancio del progetto politico e della sua presenza organizzata sul territorio.

Saremo questa volta all’altezza della posta in gioco? Voglio proprio sperarlo.

Daniele Salvi

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18 giugno 2009
UN POLO TECNOLOGICO ALLE CASERMETTE. La proposta del PD per la rifunzionalizzazione dell’ex magazzino militare di Torre del Parco.

La mano destra non sa cosa fa la sinistra. E’ proprio il caso di dirlo per quel che riguarda l’apposizione del vincolo di interesse storico-architettonico sul complesso delle “Casermette” in località Torre del Parco a Camerino da parte del Ministero dei Beni ambientali e culturali. Da tempo, infatti, lo stesso complesso di proprietà del Ministero della Difesa risulta tra i beni dello Stato in vendita.

Per molto tempo, vuoi per disinteresse, vuoi per carenza di idee progettuali, non ci sono state iniziative incisive volte alla rifunzionalizzazione di un sito che per la sua ubicazione rappresenta il trait d’union del sistema locale di Camerino-Castelraimondo e un punto di snodo strategico nell’ambito della viabilità dell’alto maceratese.
La possibile realizzazione della Pedemontana rende ancora più interessante un’area che nel passato ha mancato più volte l’appuntamento con un potenziale sviluppo a causa della miopia delle classi dirigenti amministrative del territorio.
Oggi l’area adibita a magazzino militare in disuso è all’interno di aree produttive e di servizi in espansione e costituisce un obiettivo diaframma alla loro integrazione. L’interesse della Quadrilatero è sicuramente lodevole, ma non possiamo nasconderci che di tutte le Aree leader finora ipotizzate nessuna è realmente partita e sinceramente c’è modo di ritenere che sarà così anche per i tempi a venire.
Peraltro, è la stessa realizzazione della Pedemontana che ha subito con l’ultima intesa Stato-Regione sulle infrastrutture un deciso stop, dal momento che il tratto Matelica-Muccia non è finanziato e la sua realizzazione è prevista con i proventi della “cattura di valore” tramite il Piano di Area Vasta, il che vuol dire, per chi conosce l’entroterra maceratese, non fare nulla.
La Provincia di Macerata, con il manifestarsi della crisi dell’Antonio Merloni, aveva inserito la rifunzionalizzazione del sito delle “Casermette” nell’ambito della piattaforma di 25 idee progettuali per il rilancio del territorio montano. L’idea era ed è quella di farne un polo tecnologico in collaborazione con l’Università di Camerino nell’ambito del progetto di distretto tecnologico che la Regione Marche ha riproposto al Ministero dello Sviluppo Economico e per il quale è stato ipotizzato un investimento di 50 mln di euro.
L’idea, tra l’altro, non constrasterebbe con un recupero del sito rispettoso del vincolo recentemente apposto. Anche qui però l’Accordo di Programma Stato-Regione per dare risposte al territorio interessato dalla crisi dell’Antonio Merloni langue nelle stanze ministeriali e ad oggi a nulla sono valsi gli appelli della Regione e del Presidente Spacca.
Vigileremo sulle intenzioni e sulle azioni delle amministrazioni che si sono insediate, affinchè qualcosa si muova e non certo per fare l’ennesimo centro commerciale.
 
Daniele Salvi

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13 giugno 2009
TERREMOTO 1997-RESTITUZIONE DEGLI ONERI SOSPESI: CONTRIBUENTI BEFFATI, OCCORRE UNA PROROGA

La restituzione degli oneri sospesi a seguito del sisma del ’97 entro il 16 giugno prossimo sta determinando seri problemi alle popolazioni di Marche ed Umbria. Aggravio di lavoro per chi già è impegnato nell’adempimento delle denunce dei redditi, lunghe file di persone presso gli uffici dei Caaf sindacali e -narrano le cronache- persino fenomeni di esasperazione da parte dei contribuenti.

Le modalità di restituzione individuate, tutte a carico del contribuente, la tempistica prevista, eccessivamente ravvicinata, e la concomitanza della richiesta con gli effetti della crisi economica in atto, che nello stesso territorio del sisma vede oggi grandi aziende in difficoltà e una crescita della disoccupazione e delle famiglie con lavoratori in cassaintegrazione, dovrebbero consigliare quanto meno d’intervenire.


Invece, oltre alla beffa di una restituzione diseguale rispetto ad altri territori colpiti da analoghe calamità, non si registra neppure la volontà di ricercare una semplificazione delle procedure. E’ scandaloso che la pubblica amministrazione, che ha a disposizione tutti i dati, non sia capace di inviare un bollettino alle poche decine di migliaia di contribuenti, indicando modalità standard di pagamento e rateizzazione degli importi.
 

La Provincia di Macerata e la Regione Marche, appena esplosa la crisi della Antonio Merloni, avevano avanzato la richiesta di proroga e d’innalzamento della soglia di esenzione al 90% come uno dei punti su cui si chiedeva un’attenzione da parte del Governo nazionale. Ma è del tutto evidente che se per il Presidente del Consiglio i terremotati di Umbria e Marche stanno ancora nelle tende, come ha dichiarato recentemente, serve a ben poco avere un Governo “amico”. La verità è che ci si sta approfittando della correttezza e dell’onestà dei marchigiani.


Daniele Salvi
 


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9 giugno 2009
elezioni provinciali 2009

 

Abbiamo tentato una rimonta che aveva del titanico ricercando la conferma dell'amministrazione provinciale uscente. Di fronte alla tendenza europea e nazionale che premia forze come la Lega e all'alleanza dell'Udc con il PDL nella provincia di Macerata, alleanza che valuteremo alla prova dei fatti, non è bastata la dote del buongoverno e della continuità. In questo quadro il risultato del PD ci richiama ad una seria riflessione da fare; personalmente sono soddisfatto del risultato conseguito nell'ambito del collegio, ampiamente oltre la media provinciale, e in particolare nel capoluogo, Castelraimondo, dove il PD ha riscosso un risultato nettamente migliore rispetto al dato delle europee. Ringrazio tutti quanti mi hanno dato fiducia. Cercherò di onorare questo nuovo impegno con la passione di sempre, promuovendo l'indispensabile raccordo con le varie istanze del territorio, a partire da quelle Amministrazioni locali, appena rinnovate, che vedono il PD e il centrosinistra impegnato nel governo delle comunità locali.
 
Daniele Salvi
5 giugno 2009
un voto oltre gli schieramenti

 

Carissimi,
 
con molti di Voi ho avuto modo di fare conoscenza personalmente, con altri di stabilire un rapporto di comunicazione che mi farebbe piacere poter continuare.
Ho svolto una campagna elettorale basata sui contenuti e vissuta a contatto con le persone dei Comuni di Castelraimondo, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Pioraco e Sefro.
Ho incontrato Associazioni che svolgono un ruolo fondamentale di solidarietà nelle nostre comunità; lavoratori che difendono il loro futuro; imprenditori, artigiani e commercianti, che stanno affrontando con grande dignità un momento veramente difficile; giovani che vogliono contare di più; tante famiglie che vivono con responsabilità la vita di ogni giorno. Essi sono lo specchio di un territorio che vuol dare voce alle proprie istanze ed esigenze. Non possiamo delegare sempre ad altre realtà, più popolose e distanti, la nostra rappresentanza.
Nel ruolo di Assessore mi sono impegnato per rendere più vicina a Voi l’azione della Provincia di Macerata; ho cercato di farlo con interventi che hanno interessato le nostre comunità, ma anche aiutando i lavoratori che vedevano messo in discussione il proprio posto di lavoro, le imprese che avevano difficoltà di accesso al credito ed i giovani che desideravano imparare la lingua nei Paesi Europei.
Riconfermando per altri cinque anni l’Amministrazione provinciale guidata da Giulio Silenzi, abbiamo la possibilità di completare tanti progetti avviati. La continuità amministrativa, in questo preciso momento, è un valore, specie se il lavoro finora fatto è stato positivo ed apprezzato, come ho avuto modo di riscontrare.
Non disperdiamo - dunque - il voto; non dividiamoci, consegnando la rappresentanza del nostro territorio ad altri. Vi chiedo un voto che vada oltre gli schieramenti e che sappia guardare alla persona, al ruolo provinciale che dovrà ricoprire e all’impegno profuso nell’assolvimento della funzione.
Così possiamo dare un voto consapevole ed utile. Insieme possiamo continuare l’impegno “vicino alla nostra gente”.
 
Con stima e fiducia.

 Vostro

 
Daniele Salvi




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4 giugno 2009
appuntamenti del 4 e 5 giugno 2009

questa sera alle 18 terrò un comizio finale a Fiuminata, in piazza della Vittoria, insieme al sindaco uscente Claudio Mazzalupi.

domani mattina sarò invece al mercato di Castelraimondo, dalle ore 10 per incontrare i cittadini.
nel pomeriggio di domani terrò il comizio finale a Selvalagli, insieme all'on.Mario Cavallaro, coordinatore provinciale del Partito Democratico.
in serata, dalle 21.55 alle 22.15 chiuderò la campagna elettorale con un comizio in Corso Italia a Castelraimondo.


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2 giugno 2009
3 giugno ad Esanatoglia

domani sarò ad Esanatoglia a partire dalle ore 10. In mattinata incontrerò i cittadini al mercato comunale mentre nel pomeriggio visiterò le attività artigianali e commerciali. 

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