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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
20 aprile 2010
SCENARI E MODELLI: ALCUNE CONSIDERAZIONI DOPO IL VOTO

 

Adesso che le polveri della competezione elettorale e dei commenti a caldo si è diradata, è possibile con maggior tranquillità esprimere alcune considerazioni sull’esito del voto e gli scenari anche locali che esso ha determinato.

Il primo punto riguarda l’astensionismo. Credo abbiano ragione quanti individuano nel calo della partecipazione e nella radicalizzazione del voto, elementi propri della consunzione di un intero ciclo della rappresentanza politica e sociale. Il bipolarismo, così come lo abbiamo conosciuto, aveva promesso una maggiore partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni, in primo luogo rispetto a chi dovesse governarli, e invece dopo quindici anni di mancate riforme, in primis quella della politica e dei partiti, si sta spegnendo nella sfiducia, nella disillusione e nella rabbia di chi va ancora a votare. Non è in discussione l’alternanza di governo, dato ormai acquisito, ma la credibilità delle proposte e la possibilità di attuarle, il che richiede istituzioni e regole che consentano la governabilità, proprio per evitare tentazioni plebiscitarie e una democrazia non più “bloccata”, ma tuttavia “dimezzata”.

Il secondo punto riguarda i due principali partiti. Il Pdl perde, vittima dell’astensionismo e della radicalizzazione del proprio elettorato verso la Lega; il Pd è in ripresa rispetto al 2009, ma -ben al di sotto dei risultati del suo debutto e delle aspettative della vigilia- cede voti all’Idv e ai partiti minori e soffre anch’esso l’astensionismo.

Nel Pdl si apre una dialettica che non riguarda soltanto la successione a Berlusconi, ma il rapporto con la Lega e la costruzione di un centrodestra di profilo pienamente costituzionale ed europeo. Il Pd non può che guardare con attenzione a questo processo politico e alla sua evoluzione.

Il Pd riceve dall’esito del voto, certamente migliore dei risultati del 2009, l’indicazione che se la delusione per Berlusconi è palpabile, l’alternativa non è ancora chiara, né percepita dall’elettorato come praticabile. Per questo il lavoro da fare riguarda da un lato il progetto per l’Italia, il radicamento del partito, e dall’altro la massima apertura sul terreno delle alleanze. Non c’è una politica dei due tempi, prima l’identità e poi le alleanze; c’è un lavoro che ha un unico obiettivo, la costruzione dell’alternativa, e che si distribuisce sia sul rafforzamento del profilo politico, programmatico e sociale del partito, sia sulla sua capacità di tessere alleanze a partire dalle priorità del Paese.

Il terzo punto riguarda, appunto, le alleanze. Il rapporto con l’Udc non è meramente pragmatico, né illuministicamente strategico; è più semplicemente politicamente necessario per il Pd e per l’Udc. Nelle Marche si è visto che la convinzione nel perseguire un disegno politico è un fattore essenziale della sua riuscita. Ciò vale sia per il coraggio dimostrato dal Pd nel dar vita ad un accordo che i cittadini hanno ampiamente premiato, ma anche per dire che nello stesso giorno l’Udc che convintamente ha sposato il progetto regionale tiene il suo elettorato a livello regionale e nella provincia di Macerata, mentre l’Udc che nelle comunali di Macerata sceglie all’ultimo momento “per convenienza” il Pdl perde elettorato e perde le elezioni.

Infine, una considerazione sul cambiamento di scenario che questo voto ha determinato nelle Marche e nella provincia di Macerata. Meno di un anno fa il centrodestra vinceva nelle province di Ascoli Piceno e di Macerata; in quest’ultima con una formula che -si disse- doveva essere un “modello” da esportare per la Regione e per il Comune di Macerata. Oggi, nella provincia di Macerata il rapporto tra gli eletti consiglieri regionali per la prima volta si ribalta a favore del centrosinistra (5 a 4) e la giunta regionale appena varata vede un’ottima rappresentanza del nostro territorio. Al Comune di Macerata vincono Romano Carancini e il centrosinistra. Ora, quel “modello” appare piuttosto una “parentesi” relegata nelle stanze di Corso della Repubblica.


 


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permalink | inviato da Daniele Salvi il 20/4/2010 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
1 aprile 2010
Elezioni regionali 2010: siamo obiettivi, non masochisti
 
Nelle Marche abbiamo ottenuto una grande vittoria, ma non è di questo che voglio parlare. Cercherò di farlo prossimamente e con maggior dovizia di particolari. E’, invece, la lettura odierna dei quotidiani e del surreale dibattito che si sta innescando nel Pd che mi spinge a scrivere.

A giudizio degli analisti politici più avveduti il voto politico del 2008 aveva sancito la fine della transizione italiana, visto il divario elettorale senza precedenti che in quella consultazione si era registrato tra gli schieramenti. Le sconfitte a Roma prima e poi nelle Regioni Sardegna e Abruzzo avevano confermato una tendenza che sembrava non episodica. Il voto di giugno 2009, europeo e amministrativo, avevano relegato il Pd nella ridotta fascia del 26% dei consensi e registrato la perdita della maggioranza delle province e delle città.

E’ possibile dimenticare tutto questo in pochi mesi? Ha senso parlare di “sconfitta grave” con riferimento al voto regionale da parte di dirigenti di primo piano da cui ci si aspetterebbe un’analisi più approfondita e soprattutto non banale? Quale espressione avremmo ancora a disposizione se avessimo dovuto commentare la tenuta di 3-4 regioni, se fossimo cioè rimasti ai livelli di consenso delle scorse elezioni europee e soprattutto non avessimo rimesso in gioco la forza del Pd tessendo nuove e più ampie alleanze?

C’è da augurarsi che il masochismo della sinistra non raggiunga livelli stratosferici, perché di questo stiamo parlando in questo avvio di dibattito post-elettorale.

Non avremmo vinto in Puglia e Liguria senza aver aperto con coraggio il rapporto con l’Udc. Solo la mancata presentazione delle liste ci ha consentito alla fine di poter competere nel Lazio, dove la partita era persa fin dall’inizio, come testimonia prima di ogni cosa il fatto che nessun dirigente del nostro partito, a partire da quelli che adesso sentenziano, si era messo con generosità realmente a disposizione. Dobbiamo blandire i “grillini” rispetto all’esito elettorale in Piemonte o piuttosto evidenziarne le responsabilità, tipiche di ogni massimalismo che produce l’esatto contrario di ciò che dice di voler combattere?

Che la nuova destra vinca nella regione simbolo dell’unità d’Italia ci dice molto di più di tanti libri sulla reale crisi dello Stato unitario.

Di che cosa parliamo allora? Sarebbe meglio parlare del fatto che la forza di questa nuova destra a distanza di quindici anni non si è scalfita e il voto regionale per certi versi conferma proprio questo, pur in presenza di una nostra ripresa e mentre è in atto un progressivo e più veloce logoramento delle energie sane e del tessuto civico e democratico del paese.

Dovrebbe interessarci non tanto il “non più”, che ci si rimprovera di aver abbandonato, quanto il “non ancora” che dobbiamo costruire, perché se qualcosa da rimproverarci abbiamo è proprio l’essere rimasti per un verso troppo prigionieri delle vecchie alleanze di centrosinistra e per  l'altro –non tanto per causa nostra- non essere riusciti a stringere alleanze con pezzi di mondo moderato, essenziali per competere e vincere. Penso alla Campania e alla Calabria.

Insomma, non abbiamo sufficientemente destrutturato quell’architrave dell’alleanza con la Lega al Nord e con settori moderati al Sud, su cui da quindici anni Berlusconi e oggi con lui un partito poggiano come punto di sintesi e di mediazione non solo politica, ma anche nazionale.

Il Pd deve ragionare di questo e anche del fatto che a Congresso appena chiuso e con la scadenza elettorale regionale molto ravvicinata non si è stagliato con sufficiente nitidezza di proposta il nostro dichiarato voler tornare ai problemi delle persone in carne ed ossa, ai problemi veri del paese, che deve continuare a rappresentare come dice Bersani la nostra missione, ma che necessita di un lavoro distribuito su tempi più lunghi e che richiederà ancora più impegno e fatica per costruire quell’alternativa di cui l’Italia ha drammaticamente bisogno.


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permalink | inviato da Daniele Salvi il 1/4/2010 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
25 marzo 2010
Rosy Bindi chiude la campagna elettorale per Gian Mario Spacca
Venerdì 26 marzo alle ore 21, l'On. Rosy Bindi chiuderà la campagna elettorale per Gian Mario Spacca.
Alla Loggia dei Mercanti di Ancona saranno presenti anche il candidato presidente della Regione Marche Spacca e i candidati consiglieri della provincia di Ancona. Parteciperanno anche gli attori Anna Meacci e Luca Violini.
 

  
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Prima dell'appuntamento di Ancona, vi segnalo che la presidente del Pd sarà in provincia di Macerata, alle 19.45 al ristorante "Da Tonino" in via Ceccaroni a Recanati, per chiudere la campagna elettorale di Sara Giannini.
 

20 marzo 2010
Sara Giannini incontra i cittadini di Camerino, con gli On. Livia Turco e Oriano Giovanelli

Vi segnalo e vi invito a partecipare all'incontro che coordinerò il prossimo giovedì 25 marzo a Camerino: "Una Regione di qualità. Dalle Marche un'altra Italia"

Sara Giannini incontrerà i cittadini alle 21.15 nella Sala dei Priori del Comune con l'On. Livia Turco. Interverranno anche l'On. Oriano Giovanelli, Clara Maccari e Gilberto Ercoli, del Circolo cittadino del Pd.

                                                       

            clicca l'immagine per ingrandire

 

località
18 marzo 2010
Appuntamenti a Treia e Civitanova Marche.

Domenica 21 Marzo, Sara Giannini sarà a Treia per incontrare iscritti, simpatizzanti e sostenitori. Saremo con lei anche io a Massimo Montesi, alle ore 20.00 al Ristorante Quattrocento (viale Unità d'Italia 1).

Il costo della cena è di 10 euro, per aderire o confermare la partecipazione chiamate i numeri 335.7005652 (Nazzareno Perugini) o 335.5339362 (sede elettorale di Macerata).

Tra le altre iniziative alle quali prenderà parte Sara durante questa settimana, vi segnalo in particolare e vi sollecito a partecipare all'incontro rivolto ai giovani "Le nuove professioni da Internet. Nuovi lavori qualificati" che si terrà il 23 Marzo a Civitanova.
 

14 marzo 2010
L'On. Minniti a Macerata per il dibattito sulla sicurezza

Vi segnalo e vi invito a partecipare al prossimo incontro che si terrà all'Hotel Claudiani di Macerata lunedi 22 marzo.

Insieme all'On. Marco Minniti, al candidato sindaco Romano Carancini e al candiato al Consiglio Regionale Romeo Renis, discuteremo il tema della sicurezza urbana per la città di Macerata e per la regione Marche.

14 marzo 2010
Una regione di qualità - dibattito a Porto Potenza Picena

Venerdì 19 marzo alle ore 21 sarò al cineteatro Divina Provvidenza di Porto Potenza Picena. Coordinerò il dibattito Una Regione di qualità. Dalle Marche un'altra Italia con Sara Giannini, l'assessore regionale Pietro Marcolini, il sindaco di Potenza Picena Sergio Paolucci e il coordinatore del Circolo cittadino del Partito Democratico Luigi D'Agostino.

 

  

 

vi aspetto!

7 marzo 2010
Prossimi appuntamenti con Gian Mario Spacca e i candidati del Pd al Consiglio Regionale

Venerdì 12 marzo alle 21. 30 si terrà, presso il Cinema Adriatico-Salesiani di Porto Recanati, un incontro pubblico con Gian Mario Spacca e Sara Giannini per discutere le ragioni del NO al rigassificatore a Porto Recanati.

Per domenica 14 marzo vi segnalo che alle 17.00 sarò al Teatro Giacomo Leopardi di San Ginesio all'incontro "Dalle Marche un'altra Italia" con la candidata al Consiglio Regionale Valentina Polci.

Mentre alle ore 20.00 sarò al ristorante pizzeria Provenza di Esanatoglia per una cena che sarà anche occasione di incontro e confronto con la candidata capolista Sara Giannini. Per comunicare la vostra partecipazione potete contattare i componenti del direttivo locale del Pd ai numeri 3472625788 (Cataldo Modesti) o 3393885677 (Massimo Montesi).

 Vi aspetto!

7 febbraio 2010
UNA NUOVA FASE DEL RIFORMISMO MARCHIGIANO

 

Quando si avvia un nuovo processo politico non mancano resistenze e contraddizioni. Il giudizio su di esso sarà possibile solo verificandone l’avanzamento e il successo in termini di consenso e di realizzazioni.

E’ così oggi per quanto sta avvenendo nel nostro paese nella costruzione delle alleanze per il governo delle regioni. A fronte di un Pdl che si rinchiude nel rapporto con la Lega e la Destra, il Pd ha aperto la costruzione dell’alternativa al centrodestra, cercando di accorciare le distanze tra le opposizioni presenti in parlamento e dandosi un orizzonte strategico.

L’obiettivo è quello di vincere in un numero di regioni superiore a quello che attualmente, sulla base dei risultati elettorali più recenti, le vecchie alleanze di centrosinistra riuscirebbero a garantire.

Ma l’esigenza non è meramente elettorale. Si tratta in realtà di verificare le condizioni dell’alternativa a partire dal passaggio delle elezioni regionali, affinchè all’indomani del 29 marzo si possa mettere al centro un’idea del futuro dell’Italia.

E’ evidente che nell’avviare questo nuovo processo politico esistano anche ambiguità strategiche delle forze che stanno cercando di affermarlo.

L’Udc pensa di rimettere in discussione il bipolarismo così come si è espresso negli ultimi 15 anni, il Pd pensa ad un bipolarismo maturo, che non sia prigioniero di estremismi; tuttavia anche su questa evoluzione del sistema politico la partita è tutta aperta e non è detto che le posizioni di partenza rimangano immutabili.

Quel che, invece, mi sembra un elemento non abbastanza soppesato è che oggi per dare corpo all’alternativa è imprescindibile unire le culture di governo che hanno un forte ancoraggio costituzionale.

E’ l’esigenza di dare un assetto definitivo e più moderno alle istituzioni e alla forma di Stato e di governo a richiedere questo, perché non si scivoli verso posizioni populiste e presidenzialiste, ma si riaffermi il carattere parlamentare della nostra repubblica.

E’ la durezza della crisi economica e dei suoi effetti che richiede alleanze con un più netto profilo di governo, perché si facciano le scelte ormai irrinviabili se vogliamo ridurre le attuali diseguaglianze sociali ed evitare il rischio di declassamento del nostro sistema produttivo e in definitiva del paese.

D’altra parte su molti temi la convergenza con l’Udc e con le forze che possono dar vita ad un’alleanza dei riformisti e dei moderati è concreta: da quelli che riguardano il rispetto e la riforma delle istituzioni nel quadro di una rinnovata unità nazionale o il superamento dello scontro tra giustizia e politica, a quelli che concernono l’accoglienza e l’integrazione nella legalità degli immigrati, l’apertura dei mercati protetti e delle strutture corporative, la riforma compiuta di un welfare che includa e che assuma aspetti di sussidiarietà orizzontale.

Il terreno del governo delle regioni è da questo punto di vista un laboratorio interessante e nelle Marche più che altrove esso può avere sviluppi positivi, perché s’innesta su una collaudata esperienza di buongoverno.

Tuttavia, oggi, è necessario tematizzare in modo chiaro un’agenda di governo fatta di temi che non possono più essere accantonati per evitare potenziali conflitti: energia, infrastrutture, assetto del territorio, sanità, servizi pubblici locali, economia culturale, dell’innovazione e della conoscenza, snellimento burocratico e semplificazione dei livelli strumentali di governo.

Questo è il campo di un nuovo riformismo che assume su di sè il coraggio delle scelte per disegnare le Marche del futuro e che nel perseguire un disegno condiviso di modernizzazione solidale fa propria l’esigenza di un più forte raccordo con i territori, le autonomie locali, gli attori economici, sociali e culturali, i soggetti organizzati e nuovi della società marchigiana.

 


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permalink | inviato da Daniele Salvi il 7/2/2010 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
3 dicembre 2009
"CAMPAGNA DI RENDICONTAZIONE E ASCOLTO" DEL PRESIDENTE SPACCA E DELLA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA

L'incontro nella città di Civitanova con il Presidente Spacca, per la "CAMPAGNA DI RENDICONTAZIONE E ASCOLTO", si terrà giovedì 17 Dicembre alle ore 21.00, in via Cavour, 50 (presso la Sala Ente Fiera).

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