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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
5 ottobre 2011
L’ITALIA PRIMA DI TUTTO
 
Il Paese brucia e il Pd parla di legge elettorale. Il potenziale fallimento di Dexia per l’Europa equivarrebbe a quello della Lehmann Brothers per gli Stati Uniti e il Pd discute se le indicazioni della Bce, della banca che avrebbe dovuto vigilare per impedire la crisi, siano il faro del riformismo o la ricetta per uscire dalla crisi.
 
Ha ragione Bersani a richiamare l’esigenza per un grande partito che si propone di governare di mettere l’Italia prima di ogni disputa. Speriamo che egli resista di fronte a tante inadeguatezze!
La discussione in Direzione ha ribadito la necessità che l’attuale Governo si faccia da parte e che si verifichino le condizioni per un Governo che affronti l’emergenza del Paese, altrimenti meglio le urne. L’orizzonte del nostro impegno resta quello della ricostruzione nazionale, attraverso la riforma delle istituzioni repubblicane nel senso di una democrazia rappresentativa riformata e un nuovo patto sociale per il risanamento e la crescita. Tale obiettivo va perseguito attraverso l’alleanza dei riformisti e dei moderati. Il 5 novembre grande manifestazione a Roma. Punto.
Il resto è schermaglia politica, inclusa quella dei dirigenti del giorno dopo… Un partito ha il dovere di ascoltare, di proporre e di battersi nelle istituzioni perché le cose che servono al paese si facciano, non quello d’inseguire il primo banchetto per le firme che compare in piazza. Raccogliere le firme per i referendum non è mai stato difficile, un po’ più -soprattutto in materia elettorale- lo è stato raggiungere il quorum. Comunque ben venga il referendum, vedremo cosa deciderà la Corte e poi il Pd deciderà come affrontarlo. Resta il fatto che il Pd ha una proposta di riforma della legge elettorale votata dai suoi massimi organismi dirigenti e dai gruppi parlamentari e che il Mattarellum non risolve i problemi di stabilità politica, amplifica la frammentazione e non consente di scegliersi i propri parlamentari, perché saranno sempre decisi dalle famigerate segreterie nazionali dei partiti e partitini della amplissima coalizione di turno (anzi, prepariamoci già ad ospitare in qualche collegio Pecoraro Scanio!), né consente di effettuare primarie di collegio per scegliersi i candidati.
 
Forse quest’ultimo particolare a molti di quelli che hanno firmato è sfuggito… Infine, con il Mattarellum è chiaro che l’alleanza con i moderati non si fa… Forse questo dovrebbe dire qualcosa a quelli che firmano e poi vogliono i governi di responsabilità nazionale, pur di non andare al voto o per logorare la leadership di Bersani.
Insomma, siccome secondo alcuni politologi siamo ritornati al ’92-’93, con una classe dirigente deligittimata, che si fa? Si propone lo stesso schema di allora, quello che -non dimentichiamolo- portò alla vittoria di Berlusconi. Si ripropone l’ennesima scorciatoia e non a caso ricompaiono i Segni, i Parisi e quanti anche nel centrosinistra sostennero quella strada fallimentare… In realtà, non siamo ritornati ai primi anni Novanta, perché il Paese è stanco, sfibrato, e la crisi economica è molto, molto profonda, a rischio di produrre un avvitamento istituzionale ed economico, e chi oggi ripropone ricette analoghe è semplicemente un irresponsabile.
In un bel ricordo della figura di Mino Martinazzoli lo storico Giuseppe Vacca ha recentemente scritto: “Fra il ’93 e il ’94 i Popolari non ebbero nel Pds un interlocutore responsabile. Sia nel cavalcare il movimento referendario e il ciclone di Mani Pulite, sia nell’osteggiare la formazione di un governo di centro-sinistra guidato da Prodi nel ’93; tanto nel favorire una nuova legge elettorale frettolosa e incongruente, quanto nello spingere per elezioni politiche immediate dopo il referendum del ’93, il Pds perseguì il disegno di una semplificazione bipolare tendenzialmente bipartitica, astratta e velleitaria: agì come una forza capace di distruggere, ma non, al tempo stesso, di ricostruire. Questo faceva venir meno l’interlocutore naturale di un partito di centrosinistra d’ispirazione cristiana qual era il Ppi di Martinazzoli”. Il seguito lo conosciamo.
Historia magistra vitae?

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permalink | inviato da Daniele Salvi il 5/10/2011 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 febbraio 2010
5 Febbraio - incontro con Sara Giannini a Matelica

 

"Le risposte della Regione alla crisi", sarà questo il tema al centro dell'incontro di Sara Giannini, candidata capolista del Pd al Consiglio regionale delle Marche, e di Fabio Badiali, assessore regionale al Lavoro, Industria e Artigianato, con i cittadini di Matelica. L'appuntamento è in programma venerdì 5 febbraio, alle 18, nella sala convegni “M. Boldrini” di Palazzo Ottoni.

Intervengono Massimo Montesi, capogruppo consiliare di “Matelica Insieme”, Cesare Martini, sindaco di San Severino Marche, e Daniele Salvi, consigliere provinciale del Pd. Coordina i lavori Fabiola Santini del Circolo del Partito Democratico di Matelica. 


 


 

27 aprile 2009
Comunicato stampa sul distretto tecnologico dell'alto matelicese
 

L’aggregazione di 7 imprese della meccanica matelicese, incentrata sulle tecnologie verdi, anche dette “green tech”, è vista con favore dall’assessore provinciale alle attività produttive Daniele Salvi.

“E’ sempre un segnale importante quando delle imprese si mettono insieme, -ha dichiarato Salvi- a maggior ragione se ciò avviene per perseguire progetti innovativi come possono essere quelli legati alle tecnologie verdi”.

D’altronde anche dal livello regionale stanno arrivando segnali molto positivi per il territorio colpito dalla crisi del distretto della meccanica.

E’ di qualche giorno fa il pronunciamento del presidente della Regione Gian Mario Spacca a favore dell’idea di distretto tecnologico con l’obiettivo d’inserirlo nell’accordo di programma in via di definizione tra Stato e Regioni. Si pensa ad un distretto declinato sulle tecnologie dell’abitare e sulla domotica, che includa anche l’alto maceratese e si ipotizza un investimento complessivo di circa 50 mln di euro.

La Regione Marche, inoltre, ha avanzato al Ministero dello sviluppo economico la proposta d’individuare nel territorio umbro-marchigiano colpito dalla crisi della “A.Merloni” uno dei quattro poli nazionali per lo sviluppo del fotovoltaico (gli altri sarebbero già stati individuati in Liguria, Lazio e Sicilia).

Entrambe le proposte, fatte proprio dalla Regione Marche, trovano un precedente nella piattaforma strategica per il rilancio della zona montana elaborata dalla Provincia di Macerata, dove sia l’idea del distretto tecnologico che quella dello sviluppo delle energie rinnovabili sono individuate come progettualità da sviluppare per assicurare un futuro al territorio interessato.

Da ultimo, ulteriori proposte condivise da Provincia di Macerata e Regione Marche sono quelle della proroga del risarcimento degli oneri sospesi a seguito del sisma del ’97 con incluso innalzamento della soglia di esenzione al 90%, così come previsto per altri territori colpiti da calamità analoghe, e l’attivazione delle procedure per ususfruire del Fondo europeo per l’adeguamento della globalizzazione (Feg), che potrà garantire un sostegno al reddito dei lavoratori che s’impegnano in azioni di formazione e riqualificazione professionale.

“C’è una sinergia importante tra istituzioni -ha concluso Salvi- che lascia ben sperare per i risultati che potranno essere ottenuti a favore dei cittadini e del territorio. Ci aspettiamo anche che il Governo si renda favorevole a smobilizzare il complesso dismesso delle Casermette in località Torre del Parco di Camerino, oggi di proprietà del Ministero della Difesa. Sarebbe un primo passo significativo nella direzione di rendere l’area produttiva circostante più funzionale, magari in collegamento con le progettualità individuate”.
POLITICA
25 febbraio 2009
Contro la crisi le Marche stanziano 88 mln di euro
Ieri ho partecipato alla riunione convocata dagli Assessori regionali alla Formazione e al Lavoro, Stefania Benatti e Fabio Badiali, insieme agli Assessori provinciali al Lavoro di Pesaro Urbino, Ascoli Piceno, Ancona e il sottoscritto per Macerata, per discutere del Fondo sociale europeo a sostegno dell'occupazione

La Regione impegnerà ben 88 milioni di euro del FSE nel biennio 2009-2010 per affrontare la crisi.
Il 50% dell’importo (circa 44 milioni) sarà destinato a misure di politica attiva del lavoro, orientamento, tirocinio, stage, qualificazione, tutoraggio e counseling, conciliazione.
L’altro 50% per gli ammortizzatori sociali.

Il Piano sarà approvato dalla Regione entro il mese di Marzo dopo aver ascoltato anche le organizzazzioni datoriali e sindacali

Con le Province si è discusso delle linee di un percorso condiviso per la ripartizione delle risorse a disposizione, secondo i vari assi di intervento previsti dal programma Fse 2007-2013.

In base all’accordo Stato-Regioni, saranno proprio le Province, attraverso il Fse, a sostenere gli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori, anche precari, delle aziende in crisi, con politiche attive del lavoro collegate, come la formazione, l’aggiornamento e riqualificazione dei lavoratori.
I destinatari dell’intervento sono lavoratori subordinati a tempo indeterminato e/o determinato beneficiari di trattamenti sostitutivi del reddito, lavoratori in mobilita’, somministrati e apprendisti.

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permalink | inviato da Daniele Salvi il 25/2/2009 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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