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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
4 settembre 2010
NO A SPECULAZIONI SULL’ACOM. LA MAGGIORANZA RESTI PUBBLICA.


 

L’iniziativa del Comune di Montecosaro di vendere le proprie quote di partecipazione della società Acom spa costituisce un atto unilaterale da parte di uno dei soggetti pubblici che detengono la maggioranza della società che rischia di dar adito ad iniziative speculative.

Secondo quanto previsto dallo statuto, infatti, a detenere la maggioranza pubblica di Acom sono la Provincia di Macerata, i Comuni di Montecosaro e Tolentino, l’Università di Camerino. Il bando del Comune di Montecosaro, con il quale entro il 20 settembre s’intenta la vendita di circa il 10% delle quote della società, determinerebbe una maggioranza da parte di soggetti privati che contravverrebbe a quanto previsto dallo statuto e finirebbe per produrne la sostanziale modifica in senso privatistico.

Ciò non può che trovare contraria la Provincia, che ha dato vita all’Acom e ha fortemente voluto il controllo pubblico della società, anche perchè la Regione Marche, istituzione titolare della competenza sanitaria, nei mesi scorsi ha manifestato il proprio interesse a subentrare nella maggioranza pubblica della società, dato che la Provincia di Macerata è obbligata a vendere la propria partecipazione societaria in quanto non in linea con le finalità istituzionali dell’ente sulla base di quanto disposto dalla dalla legge finanziaria per il 2008.

Tra l’altro la vendita non tiene conto del fatto che la Regione Marche ha commissionato una valutazione tecnico-finanziaria della società proprio con l’obiettivo di soppesarne il possibile acquisto e rischia di determinare effetti completamente antitetici a quelli concertati con tutti i soggetti di parte pubblica.

Vogliamo sperare che anche da parte del soggetto privato attualmente socio di Acom ci sia un atteggiamento lineare, che non si presti a colpi di mano, consapevole che il mantenimento della maggioranza pubblica rappresenta non solo il rispetto dei patti a suo tempo sottoscritti, ma anche la possibilità che la Regione con il suo ingresso consenta lo sviluppo di sinergie strategiche per la crescita stessa della società. 
 

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