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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
CULTURA
20 luglio 2021
BERNARDINO FELICIANGELI, CENTO ANNI DALLA MORTE

Il 20 luglio ricorrono i cento anni dalla morte dello storico camerte Bernardino Feliciangeli (1862-1921).

Il “Muratori camerinese”, come veniva chiamato dall’amico fraterno Vittorio Brugnola (1860-1949), meriterebbe di essere ricordato per il contributo eccezionale dato alla storia di Camerino e delle Marche, valorizzandone il lascito culturale e rinnovando l’impegno per la ricerca che riempì l’intera sua vita.

Rileggendo in questi giorni la commemorazione che di lui fece l’11 dicembre del 1921 proprio il Brugnola nell’aula magna del Regio Liceo T. Tasso di Roma, dove entrambi insegnarono a lungo, viene da pensare se sia più grande storia quella che oggi si dice “globale”, la quale vorrebbe abbracciare tutto il mondo in un dato periodo e in tutte le epoche, o quella che muovendo da uno sconfinato amore per una città, un luogo o un territorio sa inserirli nel contesto più generale, collegarli alle grandi correnti della storia, rintracciarvi persino le ricadute ed evidenziare come le vicende locali e quelle più grandi s’illuminino a vicenda.

Chi scambia gli studi del Feliciangeli come viziati da erudizione sbaglia, perché nel fondo la ricerca storica, fatta con metodo, cura delle fonti e verifiche sul campo, non può dimenticare i luoghi, la loro vita e il legame costitutivo che ci unisce ad essi. Il metodo, in altre parole, non è altro che il vaccino che impedisce alla malattia della passione di prendere il sopravvento.

La ricerca storica di Feliciangeli, come quella di Camillo Lilii, spiccarono il loro volo sul far del crepuscolo della propria amata città. Reduce da un declassamento, fosse quello post-risorgimentale in cui perse lo status di delegazione territoriale, o quello post-cinquecentesco, dopo un secolo turbolento e fatale per l’Italia intera. In entrambe le circostanze era venuto comunque il tempo di raccontare il contributo che essa aveva dato alla storia unitaria o al fulgido periodo rinascimentale.

Feliciangeli lo fece anche fondando insieme a Milziade Santoni (1834-1907) e Amedeo Crivellucci (1850-1914) la Deputazione di Storia Patria delle Marche.

Egli morì tragicamente. Si tolse la vita a seguito della depressione causata da una sopravvenuta malattia e per la sua indole che lo portava a “non voler mai che altri soffrisse la più piccola pena per causa sua”; per “non disturbare”, avrebbe detto un secolo dopo un altro grande italiano.

Se ne andò all’indomani di una guerra vinta, ma che aveva piegato il paese e avvelenato gli animi, e prima che l’Italia, unita con tanta fatica e perdita di vite umane, smarrisse di nuovo se stessa. A Camerino e alle Marche affidiamo il ricordo dell’uomo, dell’insegnante e dello storico.





permalink | inviato da Daniele Salvi il 20/7/2021 alle 14:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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