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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
13 giugno 2019
SULLA VISITA DI PAPA FRANCESCO ALLE ZONE TERREMOTATE


Camerino 16 giungo2019

C’è sinceramente da sperare che la prossima visita di Papa Francesco a Camerino possa rilanciare l’attenzione dell’intero Paese sulla situazione e le prospettive dei territori e delle comunità colpite dal sisma del 2016/2017.

Ce n’è veramente bisogno. Per una serie di ragioni, che oramai tutti conoscono e che riguardano la necessità di dotare gli uffici speciali della ricostruzione e i Comuni di più personale, tecnico e amministrativo, di operare decise semplificazioni della complicata normativa adottata, di decentrare il processo di ricostruzione in capo agli Enti locali, le cose non stanno procedendo come dovrebbero.

Nelle Marche su circa 45.000 edifici inagibili, sono circa 7.000 le domande presentate e circa 2.700 i progetti approvati. Se consideriamo che due anni possono essere anche fisiologici per affrontare e gestire l’emergenza più grande che la nostra regione ricordi (con oltre 30.000 sfollati), questi numeri non sono soddisfacenti per salvare la “civiltà” dell’Appennino, già alle prese con problematiche precedenti.

Per fare, però, il passo in avanti che serve occorre smettere di fare del post-sisma e dei terremotati l’oggetto periodico della polemica politica, salvo poi disinteressarsene. Dopo le elezioni politiche dello scorso anno, quando le forze politiche risultate vincitrici avevano promesso interventi tempestivi e risolutivi, e dopo le recenti elezioni europee, dove il tema della ricostruzione del Centro Italia non è stato di certo al centro del dibattito politico, c’è bisogno che la questione del futuro di 4 regioni, 10 province, circa 600.000 cittadini, 8.000 Kmq di territorio, 140 Comuni, 2000 tra borghi e frazioni, ritorni in cima alle priorità, senza strumentalizzazioni e con la doverosa coesione tra tutte le forze politiche, come si deve di fronte ad una grande questione nazionale.

Analogamente vanno marginalizzate sia le posizioni di chi continua a dipingere tutto nero come se nelle comunità del sisma ogni cosa sia immobile, sia quelle di chi adombra complotti e strategie dell’abbandono e dello spopolamento studiate a tavolino. Entrambe queste posizioni sono non solo false, ma sterili e distruttive. Va, piuttosto, tematizzata una seria riflessione su come coniugare ricostruzione e nuovo sviluppo, partendo dai contributi programmatici finora prodotti e allargando l’elaborazione e l'individuazione degli strumenti a tutta l’area appenninica interessata dagli effetti del sisma.

A Papa Francesco non possiamo chiedere quello che non gli spetta. La sua visita ha un alto valore morale, oltre che religioso, e per questo non possiamo che ringraziarlo profondamente. Anche per il coraggio della scelta di svolgere la sua visita formale alle zone terremotate nella città di Camerino. Ciò ha un alto valore simbolico, non solo perché essa è stata fin dal IV secolo d.C. sede vescovile, tra le più antiche della penisola, ma perché rappresenta in questo terremoto l’equivalente de L’Aquila, nel contesto di un territorio ferito ben più ampio.

Camerino è la più grande “zona rossa” del cratere, il nucleo urbano che va riparato in profondità edificio per edificio, la città depositaria di un grande patrimonio storico, religioso e culturale, che ha svolto da sempre il ruolo di città-territorio tra Marche e Umbria con la diocesi, le scuole, l’università, i servizi socio-sanitari, trasportistici, culturali e professionali, al pari di città come Urbino per il Montefeltro.

Ricostruire una polarità urbana nell’area del cratere è quindi una sfida essenziale, grande e irrinunciabile, da cui dipenderà il successo dell’intera opera. Porre al centro l’urbs e la civitas più colpita equivale a focalizzare tutta la zona più colpita dal terremoto ed è il segno concreto di quella Chiesa al fianco degli ultimi, che invita chiunque abbia responsabilità di governo al rispetto del dramma, all’umiltà dell’ascolto e all’impegno del fare.

Daniele Salvi





permalink | inviato da Daniele Salvi il 13/6/2019 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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