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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
13 novembre 2017
UNIVERSITA’, INFRASTRUTTURA DELLA RINASCITA.
L’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni a Camerino in occassione dell’inaugurazione del 682° anno accademico dell’Università è stato appassionato e concreto, colpendo per efficacia e determinazione il folto pubblico presente. Abbiamo avuto la prova di un premier autorevole, che l’Italia farebbe bene a mantenere in quel ruolo ben oltre le elezioni politiche della primavera prossima, e soprattutto dovrebbe augurarselo la nostra regione che una volta tanto può contare su un capo di governo che - date anche le origini marchigiane della sua famiglia – conosce bene il nostro territorio, così bisognoso di vicinanza consapevole e informata. Il Presidente Gentiloni è stato, tra l’altro, portatore di un sostegno non solo formale all’Università di Camerino, così reattiva nel risollevarsi subito dopo il sisma, lanciando con ciò un segnale immediato a tutto il territorio circostante e non solo. Egli ha speso parole generose e nel suo discorso si è impegnato a fare dell’ex-magazzino militare delle Casermette a Torre del Parco, di proprietà dell’Agenzia del Demanio, il luogo del progetto che Unicam e CNR hanno in questi mesi condiviso relativo al recupero, restauro e fruizione dei beni culturali, attraverso l’applicazione di nuove tecnologie e nuovi materiali. Il progetto è ambizioso e, rispetto a tante discussioni più o meno serie sui beni culturali che si sono svolte da subito dopo il terremoto ad oggi, è finalmente qualcosa di concreto. E’ altresì logico che questo progetto trovi ubicazione a Camerino, che è la città più colpita dell’area epicentrale del cratere e da sempre città di cultura, sede universitaria e della diocesi più antica delle Marche, insieme a quella di Fermo. E’, infatti, la Diocesi di Camerino-San Severino Marche quella più colpita tra le diocesi marchigiane e quella depositaria di un patrimonio ancora oggi inestimabile e diffusissimo, nonostante le dispersioni prodotte dalla storia e dai precedenti terremoti. Basterebbe un solo dato per dare l’idea: quasi un sesto di tutti i beni culturali mobili danneggiati dal sisma nelle 4 regioni coinvolte appartengono alla sola Diocesi di Camerino-San Severino Marche. Ora, rispetto alla chiara e netta volontà politica espressa dal premier si tratta di fare con celerità tutti i passi che possono dare via via corpo al progetto che vedrebbe finalmente all’avanguardia la nostra regione anche nelle relazioni con il più grande centro nazionale di ricerca e d’innovazione. Ed è importante, serve ribadirlo, che questa investitura avvenga non tanto come una sorta di risarcimento a Unicam per quel che ha subito, quanto come un investimento pubblico innovativo di rango nazionale che dà il preciso segnale che è possibile invertire la china delle aree interne, proprio a partire da una chiara idea del nesso che deve esserci tra ricostruzione e nuovo sviluppo. E’ esattamente questo il segno del progetto “Nuovi sentieri di sviluppo dell’Appennino marchigiano dopo il sisma”, promosso dal Consiglio Regionale delle Marche e a cui stanno lavorando le Università marchigiane, coordinate da Unicam, insieme a quella di Modena e Reggio Emilia. Seguendo l’impostazione di un progetto che recupera e rifunzionalizza spazi dismessi e abbandonati, vi innesta competenze e tecnologie attraverso un sistema di collaborazioni orizzontali e verticali e sceglie di farlo su un tema identitario del territorio da rilanciare e con grandi potenzialità di sviluppo, si può pensare ad altri interventi pubblici e privati da cui dipenderà la rinascita post-sisma. Da questo punto di vista, la traiettoria che Unicam sta delineando, a seguito del riposizionamento successivo al sisma, la configura come una essenziale “infrastruttura della rinascita” che può contribuire in maniera decisiva a rivitalizzare tutta la fascia pedemontana delle Marche: da Ascoli Piceno al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con il quale sono intense le relazioni, passando per Camerino, sede storica e naturale, e seguendo la linea della sinclinale camerte con il polo tecnologico delle Casermette, Unicamontagna e la scuola di Veterinaria a Matelica. Fino a Fabriano, polo del lavoro che cambia e che ha bisogno degli ingredienti della conoscenza e dell’innovazione per rilanciarsi. Si tratta di un vasto, ma irrinuciabile, programma per la nuova governance dell’Ateneo e per il nuovo rettore Claudio Pettinari, a cui facciamo i migliori auguri di buon lavoro nell’interesse della comunità universitaria che è stato chiamato ad amministrare e del ruolo che Unicam sta già svolgendo e svolgerà in prospettiva per il territorio e l’intera regione. Daniele Salvi



permalink | inviato da Daniele Salvi il 13/11/2017 alle 7:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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