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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
politica interna
10 febbraio 2013
EVITARE QUEL MURO

Alcune notizie e dati dell’ultima settimana delineano una situazione di estrema pesantezza per le condizioni del nostro Paese e degli italiani.

Negli ultimi dieci anni le immatricolazioni all’università sono crollate di circa 50.000 unità. Tanti giovani hanno rinunciato a conseguire una laurea, resa sempre più incerta nella sua utilità e sempre più insostenibile per famiglie in difficoltà.

La produzione industriale è caduta di un ulteriore 6,7% rispetto all’anno precedente, arrivando a ridurre di un quarto la capacità produttiva del Paese dall’inizio della crisi, mentre i consumi sono al punto più basso dal dopoguerra. D’altra parte, come è pensabile diversamente, se la fotografia dei redditi 2011, tracciata dall’Istat, ci dice che al Nord il reddito medio per abitante è di 20.800 euro, al Centro di 19.300,al Sud di 13.400, cioè il 25,5% in meno rispetto alla media nazionale che si attesta sui 17.979 euro.

Un dato quest’ultimo che rivela l’incidenza delle tante situazioni di precarietà, cassa integrazione, disoccupazione e povertà che si sono estese dall’inizio della crisi economica. Da allora sono stati 818.000 i posti di lavoro persi, al ritmo di circa 480 al giorno, secondo le stime di Confartigianato.

L’investimento in ricerca e sviluppo in Italia è al 1,2% del Pil, mentre la Francia spende il 2,2% e la Germania il 2,8%. Se restringiamo l’investimento a quella finanziata dalle imprese scendiamo al 0,6%del Pil rispetto all’1,4% della Francia e al 1,9% della Germania. Ne consegue che l’Italia è diventata un importatore forte di prodotti tecnologici (per circa 21 mld nel 2010), mentre continua ad esportare prodotti manifatturieri nei settori più tradizionali, grazie ancora al buon gusto che non ci difetta.

L’assenza di politica industriale, gli aiuti alle imprese ridotti allo 0,21% del Pil, ed oggi in via di estinzione, e le difficoltà di accesso al credito fanno il resto, al punto che le industrie che continuano ad investire in ricerca e sviluppo sono passate dal 9,2% al 5,3% tra il 2008 e il 2011.

E’ vero che nel frattempo la pressione fiscale, per chi paga le tasse, ha toccato il massimo storico, raggiungendo il 45,1%, come dice la Cgia di Mestre, ma questo non sembra essere il dato più preoccupante in uno scenario che vede scivolare senza attrito il nostro Paese su un piano inclinato.

Pensare che da questa situazione di pesante recessione si possa uscire con la solita ricetta di riduzione delle tasse e di ulteriore riduzione della spesa pubblica, salvo poi fare promesse fasulle di elargizioni generalizzate (restituzione dell’Imu! 1000 euro a tutti! 30 mld di riduzione fiscale! 4 milioni di posti di lavoro!), vuol dire accelerare la caduta.

Per questo Bersani ha detto: “se non vince il Pd l’Italia andrà a sbattere contro un muro”. Non per presunzione, ma perché il tempo dei miracoli è finito e se non si sono verificati quando la situazione era migliore, è impossibile che accadano ora. E soprattutto perché, senza un cambiamento radicale delle politiche e una credibilità europea e internazionale, la strada è già segnata.

L’accordo al ribasso sul Bilancio della Ue dimostra che, anche senza una svolta a livello continentale, l’ortodossia dell’austerità non consentirà di rilanciare la crescita e creare nuovo lavoro. La sfida è costruire un nuovo modello di sviluppo non imperniato sull’aumento dei consumi privati, ma sul rilancio degli investimenti pubblici e privati, che aiuti a riposizionare il nostro sistema economico e produttivo dentro il mutamento globale.

Per questo è bene che gli ultimi giorni di campagna elettorale mettano al centro del confronto le ricette per evitare quel muro. Ogni tentativo di parlar d’altro è colpevole. Il Pd e Bersani parlano di scuole, ospedali e progetti ambientali, di restituzione dei crediti alle imprese, sanità e ammortizzatori sociali. E’ bene che ognuno svolga lo stesso compito a casa e in piazza.

 

Daniele Salvi

WebRep
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permalink | inviato da Daniele Salvi il 10/2/2013 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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