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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
POLITICA
25 maggio 2011
Capponi bleffa. Serve un voto per l’alternativa

In questi giorni che precedono il ballottaggio la destra improvvisa analisi del voto strumentali, continua a dare i numeri su rendiconti amministrativi fallaci e lancia proposte programmatiche roboanti, che non fanno i conti con le effettive disponibilità finanziarie degli Enti locali, drasticamente ridotte a causa dei tagli del Governo che Capponi rappresenta.

Continuo a pensare che ci vorrebbe più serietà.

Pettinari continua il suo cammino con sobrietà, umiltà e determinazione, annuncia quattro sì al referendum, parla di politica e di cose concrete e fattibili. Questa è la sua forza, quella di un uomo delle istituzioni e di grande esperienza, che non dice ciò che poi non potrà mantenere.

Sinistra Ecologia e Libertà ha fatto una scelta saggia, quella di sostenere a Macerata come in tutta Italia i candidati del centrosinistra per battere la destra. Continuiamo a pensare che quella da Sel all’Udc sia l’alleanza dell’alternativa, sia a livello provinciale che a livello nazionale, ed auspichiamo che l’alleanza che governa oggi le Marche si possa ampliare fino a ricomprendere queste stesse forze politiche.

Quanto alla Federazione della sinistra credo che le loro posizioni si commentino da sole. Siamo sicuri che gli elettori sapranno cogliere le differenze tra i due schieramenti che sembrano sfuggire ai dirigenti di quel partito.

Una cosa, invece, ritengo vada sottolineata come elemento discriminante e che può determinare una scelta per Pettinari e le forze che lo sostengono in questo ballottaggio anche da parte di chi al primo turno non lo ha fatto, sia astenendosi, che votando altre forze politiche.

Noi non facciamo come Capponi, che fa sfoggio di dati e proposte in parte gonfiate, in parte irrealizzabili; non illudiamo i cittadini che la Provincia da sola possa fare chissà cosa di fronte ai problemi drammatici del lavoro che non c’è, della ripresa difficile, della condizione degli anziani e delle famiglie, delle piccole imprese in sofferenza, dei Comuni che devono tagliare i servizi.

Noi diciamo che innanzitutto serve l’alternativa e che serve un voto per l’alternativa, perché senza mettere in moto questo processo politico più ampio, che mira al cambio di Governo per cambiare le politiche (economiche, industriali e sociali) non ci può essere un’azione virtuosa che possa poggiare alla lunga sul solo sistema delle Autonomie locali: Regione, Provincia e Comuni.

Se il Governo continua a tagliare e tassare, senza nessuna politica di sviluppo, qualsiasi cosa possano fare le Autonomie locali saranno pezzi di legno lanciati in un oceano di naufraghi. Se mettiamo in campo imbarcazioni solide e a queste aggiungiamo le scialuppe degli Enti locali possiamo invece salvare tante persone. Questa è la posta in gioco, mi pare una differenza essenziale che può sfuggire solo a chi si ostina a non vederla.


 


 


 

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