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PASSIONE E IDEE IN REGIONE
1 aprile 2010
Elezioni regionali 2010: siamo obiettivi, non masochisti
 
Nelle Marche abbiamo ottenuto una grande vittoria, ma non è di questo che voglio parlare. Cercherò di farlo prossimamente e con maggior dovizia di particolari. E’, invece, la lettura odierna dei quotidiani e del surreale dibattito che si sta innescando nel Pd che mi spinge a scrivere.

A giudizio degli analisti politici più avveduti il voto politico del 2008 aveva sancito la fine della transizione italiana, visto il divario elettorale senza precedenti che in quella consultazione si era registrato tra gli schieramenti. Le sconfitte a Roma prima e poi nelle Regioni Sardegna e Abruzzo avevano confermato una tendenza che sembrava non episodica. Il voto di giugno 2009, europeo e amministrativo, avevano relegato il Pd nella ridotta fascia del 26% dei consensi e registrato la perdita della maggioranza delle province e delle città.

E’ possibile dimenticare tutto questo in pochi mesi? Ha senso parlare di “sconfitta grave” con riferimento al voto regionale da parte di dirigenti di primo piano da cui ci si aspetterebbe un’analisi più approfondita e soprattutto non banale? Quale espressione avremmo ancora a disposizione se avessimo dovuto commentare la tenuta di 3-4 regioni, se fossimo cioè rimasti ai livelli di consenso delle scorse elezioni europee e soprattutto non avessimo rimesso in gioco la forza del Pd tessendo nuove e più ampie alleanze?

C’è da augurarsi che il masochismo della sinistra non raggiunga livelli stratosferici, perché di questo stiamo parlando in questo avvio di dibattito post-elettorale.

Non avremmo vinto in Puglia e Liguria senza aver aperto con coraggio il rapporto con l’Udc. Solo la mancata presentazione delle liste ci ha consentito alla fine di poter competere nel Lazio, dove la partita era persa fin dall’inizio, come testimonia prima di ogni cosa il fatto che nessun dirigente del nostro partito, a partire da quelli che adesso sentenziano, si era messo con generosità realmente a disposizione. Dobbiamo blandire i “grillini” rispetto all’esito elettorale in Piemonte o piuttosto evidenziarne le responsabilità, tipiche di ogni massimalismo che produce l’esatto contrario di ciò che dice di voler combattere?

Che la nuova destra vinca nella regione simbolo dell’unità d’Italia ci dice molto di più di tanti libri sulla reale crisi dello Stato unitario.

Di che cosa parliamo allora? Sarebbe meglio parlare del fatto che la forza di questa nuova destra a distanza di quindici anni non si è scalfita e il voto regionale per certi versi conferma proprio questo, pur in presenza di una nostra ripresa e mentre è in atto un progressivo e più veloce logoramento delle energie sane e del tessuto civico e democratico del paese.

Dovrebbe interessarci non tanto il “non più”, che ci si rimprovera di aver abbandonato, quanto il “non ancora” che dobbiamo costruire, perché se qualcosa da rimproverarci abbiamo è proprio l’essere rimasti per un verso troppo prigionieri delle vecchie alleanze di centrosinistra e per  l'altro –non tanto per causa nostra- non essere riusciti a stringere alleanze con pezzi di mondo moderato, essenziali per competere e vincere. Penso alla Campania e alla Calabria.

Insomma, non abbiamo sufficientemente destrutturato quell’architrave dell’alleanza con la Lega al Nord e con settori moderati al Sud, su cui da quindici anni Berlusconi e oggi con lui un partito poggiano come punto di sintesi e di mediazione non solo politica, ma anche nazionale.

Il Pd deve ragionare di questo e anche del fatto che a Congresso appena chiuso e con la scadenza elettorale regionale molto ravvicinata non si è stagliato con sufficiente nitidezza di proposta il nostro dichiarato voler tornare ai problemi delle persone in carne ed ossa, ai problemi veri del paese, che deve continuare a rappresentare come dice Bersani la nostra missione, ma che necessita di un lavoro distribuito su tempi più lunghi e che richiederà ancora più impegno e fatica per costruire quell’alternativa di cui l’Italia ha drammaticamente bisogno.


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permalink | inviato da Daniele Salvi il 1/4/2010 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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